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20 gennaio 2010

La Via Craxi divide il Comune di Milano


Forse le manifestazioni di dissenso contro l'intenzione di intitolare una Via a Craxi non sono cadute nel vuoto.

L'annuncio del presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmieri (Pdl), che non si sarebbe commemorato l'ex presidente del consiglio morto latitante, ha sollevato un vespaio nel PDL.

Alla fine sembra che si sia trovato un accordo Bipartisan per intitolare una Via a Craxi, la battaglia non è ancora vinta ma noi non ci arrenderemo.

I corrotti non sono esempi da seguire, se intitoliamo una Via a Craxi diamo un cattivo esempio alle generazioni future.


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permalink | inviato da SimoneS il 20/1/2010 alle 15:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 gennaio 2010

Processo Mills: Giudici in camera di consiglio



Questa mattina e riiniziato, a Milano, il processo per Corruzione in atti giudiziari nei confornti di Silvio Berlusconi dopo la sospensione imposta dal Lodo Alfano (Dichiarato incostituzionale).
I Legali del premier (Ghedini e Longo) hanno chiesto ai Giudici di azzerare il processo ricominciando da capo e non dal punto in cui il Lodo Alfano lo aveva sospeso.
Ma Berlusconi non doveva andare in Tribunale per difendersi e dimostrare la sua innocenza?
A me questa strategia sembra un prendere tempo in attesa del legittimo impedimento e del processo breve per farla franca un altra volta
La Corte si è chiusa in camera di cosnsiglio, aspettiamo l'esito.




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permalink | inviato da SimoneS il 15/1/2010 alle 13:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

13 gennaio 2010

Ennesima buffonata, rivogliono l'autorizzazione a procedere


L'altra sera, a Porta a Porta, Bondi e Casini discutevano se è necessario o no reintrodurre l'autorizzazione a procedere; per capire di cosa si tratta facciamo una breve storia di questa istituzione.

I padri costituenti pensarono l'art. 68 della costituzione in questo modo:

I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati

nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale; né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, salvo che sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l'ordine di cattura.

Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile.”

Questa procedura fu introdotta in periodo storico particolare dl nostro paese, il dopoguerra post fascista, e serviva per evitare che le minoranze parlamentari fossero in qualche modo perseguitate da soggetti dissidenti.

Nel 1993, dopo lo scandalo di tangentopoli venne modificata, oggi l'art. 68 della costituzione è il seguente:

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Quali sono le differenze?

L'immunità parlamentare è rimasta intatta e persiste nella nostra costituzione dal 1944, l'autorizzazione a procedere, invece, realizzava una condizione di procedibilità subordinando l’accertamento giudiziario nei confronti di un parlamentare al benestare della maggioranza dei componenti della camera di appartenenza.
Traduco, l'autorizzazione a procedere serviva ai giudici per poter continuare ad indagare su quel membro del parlamento, l'immunità (che è ancora in vigore), invece, è proprio quell'istituzione che è necessaria per evitare persecuzioni politiche da parte di soggetti eversivi.

Con l'attuale procedura il giudice può continuare ad indagare sul soggetto ma se ritiene ci sia bisogno di un provvedimento di custodia cautelare lo deve chiedere al Parlamento.

Come si nota è contraddittorio considerare l'autorizzazione a procedere come un modo per tutelare le minoranze e assegnare la competenza della concessione o del diniego alla maggioranza del momento.

Concludo:

L'autorizzazione alla custodia cautelare in Italia è quasi sempre stata negata dando la possibilità a che è destinatario di un provvedimento di arresto di continuare a sedere in Parlamento.

Nemmeno le condanne definitive ha causano l'espulsione dal Parlamento ( Perviti si è dimesso)

Considerando queste due realtà Italiane l'intenzione di reintrodurre l'autorizzazione a procedere con la scusa di riequilibrare i poteri tra magistratura e politica è un'affermazione priva di ogni senso.

5 gennaio 2010

VIA A CRAXI ? NO, VIA I CORROTTI !

Sabato 9 gennaio 2010 ci sarà un agorà per manifestare la nostra contrarietà all'intitolazione di una via di Milano a Craxi, noi ci saremo.


VIA A CRAXI ? NO, VIA I CORROTTI !

Organizzatore::
Rete:
Globale
Data:
sabato 9 gennaio 2010
Ora:
14.00 - 17.30
Luogo:
Milano, Piazza Cordusio angolo Via dei Mercanti


Onorare sulla pubblica piazza i politici condannati per corruzione e fuggiti in latitanza.è un pessimo esempio per i cittadini: ecco perché è necessario esprimere un civile e fermo dissenso rispetto a questa scelta e alla contestuale "riabilitazione" dell'ex leader socialista, che inevitabilmente assume un valore simbolico in un Paese in cui le classi dirigenti si sottraggono sempre più facilmente alle proprie responsabilità, anche attraverso una impressionante sequenza di leggi su misura, mentre magistrati e giornalisti in prima linea contro mafia e corruzione vengono criminalizzati".

La manifestazione sarà l'occasione per una riflessione collettiva su corruzione, giustizia e politica a quasi diciotto anni di distanza dall'inizio dell'inchiesta Mani Pulite.

Organizza l'associazione Qui Milano Libera, aderisce un network di gruppi e blogger che verranno resi noti in un successivo comunicato, insieme ai relatori.


P.S. Durante il sit-in distribuiremo un volantino clicca qui per scariarlo


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permalink | inviato da SimoneS il 5/1/2010 alle 13:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

28 dicembre 2009

Cos'è il concorso esterno in associazione mafiosa


Il motivo che mi ha portato a infilarmi in tecnicismi giuridici sono le considerazioni che parte della stampa fa sul reati di concorso esterno in associazione mafiosa.

Su Il Giornale Paolo Granzotto lancia  affermazioni decisamente importanti e, se fossero vere, sarebbero preoccupanti perchè dimostrerebbero che Berlusconi è vittima di una persecuzione.

Granzotto, a proposito delle dichiarazioni di Spatuzza che hanno causato la riapertura delle indagini sulle stragi del 94, ritiene che Berlusconi dopo essere riuscito a far valere le proprie ragioni in tutti i processi fin'ora affrontati (qui ci sarebbe molto da ridire), qui non sarebbe in grado di farlo in questo processo (ammesso che verrà indagato) in quanto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è: “una mostruosità giuridica che non compare nel nostro Codice penale (e in nessun altro codice al mondo, nemmeno in quello in vigore in Cambogia al tempo di Pol Pot o nell’Uganda di Idi Amin Dada). Un capo d’accusa così indeterminato, così ambiguo e astratto da consentire all’accusa di interpretarlo e applicarlo a piacimento, facendone un affilato strumento persecutorio....il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato che non esiste e dall’accusa di aver commesso un reato che non esiste è impossibile difendersi”.



Cos'è il concorso esterno in associazione mafiosa?

Per prima cosa dobbiamo mettere bene in chiaro i ruoli, la nostra Costituzione stabilisce che la magistratura si deve occupare delle leggi e il Parlamento di farle, entrambi devono rispettare i limiti posti dalla costituzione stessa.

Il parlamento, quindi, attraverso le leggi deve stabilire modelli comportamentali da considerare reati (fatti tipici)

La Magistratura quindi deve stabilire attraverso le sentenze se queste i fatti so sono realmente concretizzati in reato.

Fin qui nessun problema, la legge stabilisce i fatti tipici e i magistrati li puniscono e se ci trovassimo di fronte ad un fatto atipico?

Esempio, pensiamo a Tizio, gestore di una bottega di ferramenta, il quale, avendo ricevuto da Sempronio le chiavi del suo appartamento per la duplicazione, ne fa una copia che, dietro compenso, consegna a Caio, il quale, a sua volta, in un periodo di assenza di Sempronio, si introduce nell’appartamento di quest’ultimo asportando i valori custoditi al suo interno.

Caio ha chiaramente messo in atto il fatto tipico di “Furto in abitazione”, non ha realizzato nessun fatto tipico ma ha fornito un contributo fondamentale per la realizzazione del reato.

La risposta a problemi come questo è all'interno del codice penale, parlo del Art. 110: Quando piu' persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita.”.

Tecnicamente si dice che l'art 110 svolge una funzione estensiva, ovvero combinato con gli articoli che definiscono il singolo reato estende la punibilità a elementi esterni.

L'art. 416 bis punisce “chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso”, facciamo un altro esempio: Tizio e Caio danno vita ad un’associazione di tipo mafioso, impegnata in varie attività quali estorsioni, commercio di stupefacenti ecc.

Ipotizziamo che i due conoscano il Giudice Sempronio e si rivolgano a lui tutte le volte che hanno bisogno e che lui, sapendo dell'esistenza di questa associazione, si adoperi per fornire l'aiuto richiesto.

Tizio e Caio risponderanno per associazione Mafiosa,

Sempronio, pur contribuendo in modo fondamentale alla vita del sodalizio, non ne fa parte applicando solo l'art 416 bis non può essere incriminato; la fa franca quindi?

No, anche qui ci viene in soccorso l'art 110 cp , combinandolo con il 416 estende la punibilità a tutti colo che, pur non facendo parte dell'associazione mafiosa, contribuiscono consapevolmente alla sua vita ( concorso esterno in associazione mafiosa quindi).

Mi scuso ancora per i tecnicismi usati in questo articolo ma era l'unico modo per spiegare come gli House organ del potere cercano di confondere le idee alle persone, qualcuno lo dica a Granzotto così magari si vergogna di quello che ha scritto.

8 dicembre 2009

Un presidente cosi non mi rappresenta


E’ indispensabile… che quanti appartengono alla istituzione preposta all’esercizio della giurisdizione si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione...

Con queste parole il Presidente delle Repubblica lascia intendere che ci sono Giudici che stanno conducendo una battaglia personale contro il Governo, lo so io e lo sa anche Napolitano che non è cosi.

La seconda parte è ancora peggiore:”Va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggia sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare”, il concetto è quello che Berlusconi ha il diritto di andare avanti a Governare senza essere disturbato dai processi a cui è sottoposto.

L'articolo 3 della costituzione stabilisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, se fosse come dice Napolitano sarebbe la volontà popolare a valere di più ma sappiamo tutti che non è cosi.

Proviamo ad immaginare come sarebbe la nostra società se fosse la volontà popolare a prevalere sulla costituzione.

Se fosse vero questo concetto il Presidente del consiglio potrebbe commettere omicidi, stupri, falsi in bilancio, traendo un vantaggio economico e giudiziario, senza che nessuno possa infastidire il diritto a governare che viene dal Popolo; gli omicidi e gli stupri no!! lo stavate pensando anche voi vero?

Ma allora quali sono i reati compatibili con l'investitura popolare e quali no?

Alla luce di questo ragionamento è ovvio che le parole di Napolitano sono del tutto fuori luogo e senza un briciolo di coerenze con la posizione che rappresenta (garante della costituzione).

L'unico motivo per cui in Italia molta gente non riesce a comprenderne l'assurdità e che stiamo perdendo la capacità di ragionare con la nostra testa e prendiamo per oro colato quello che ci dicono i “professoroni” della TV.

Se un mafioso utilizzasse il potere di controllare voti che ha per entrare nelle istituzione avrebbe anche lui diritto a governare senza essere infastidito dalla Giustizia perché è stato eletto dal popolo?

Ecco il perché della separazione dei poteri

.... meditate gente meditate

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