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18 agosto 2009

Non è necessaria la solita retori per difendere l'Arma

 



Non Bastava La Russa, alla lista di quelli che non hanno capito nulla dell’articolo di Bocca si aggiunge Mario Cervi de “Il Giornale”:

“Da una vita ho rispetto e affetto per i carabinieri: e ritengo superfluo aggiungere che le accuse - tanto infamanti quanto generiche - da Giorgio Bocca rivolte all’Arma sull’Espresso, mi sono parse intollerabili. Segno d’una veemenza rabbiosa e d’una dietrologia faziosa che, insieme, fanno cattivo giornalismo. “ e ancora “allora? Allora viva i carabinieri, cari agli italiani. E condanna fermissima per chi li oltraggia.”…. “Ho la convinzione che l’Arma si distingua, anche in confronto a qualificati corpi di polizia stranieri, per l’alto standard professionale e morale dei suoi componenti. Così la pensano, in schiacciante maggioranza, gli italiani, e una ragione ci sarà. Anche Bocca dovrebbe farsene una ragione.”

Io non posso credere che Cervi non è in grado di capire quello che legge, ma se davvero avesse letto l’articolo di Bocca si sarebbe accorto che non ha attaccato l’Arma dei Carabinieri, che rimane un punto fermo per tutti gli Italiani.

Bocca ha semplicemente ricordato che la lotta più dura da combattere è quella contro i corpi estranei all’interno delle Istituzioni (Carabinieri compresi).

E’ un Carabiniere quello filmato con in mano l’agenda rossa di Borsellino che poi è scomparsa, sono carabinieri quelli che trattavano con Riina attraverso Ciancimino a cavallo delle stragi del 1992.

Attaccare le mele marce non significa attaccare l’intero corpo, se fossi un carabiniere onesto mi sentirei più offeso dalle parole di Cervi che da quelle di bocca.

Il cattivo giornalismo è fatto proprio da quelli come Cervi che, per spirito corporativo, farneticano pur di seguire la linea del capo.

1 giugno 2009

Gli impresentabili

 

L'opinione pubblica è continuamente foraggiata dai tentavivi de “Il Giornale” di mettere nel sacco i giornalisti de L'Espresso.

L'obbiettivo era quello di dimostrare che i giornali “di sinistra” (secondo Berlusconi) sarebbero disposti a pagare per avere foto o racconti piccanti del presidente del consiglio.

Marco Lillo, giornalista de L'Espresso non è caduto nella trappola e, grazie alla registrazione della telefonata intercorsa tra lui e il titolare dell'agenzia fotografica unopress srl, è riuscito a dimostrare che lui e i suoi colleghi si sono comportati in modo ineccepibile; erano interessati solo alla dichiarazione dove Laura Drezwicka affermava di essere stata raccomandata per il grande fratello direttamente da Silvio Berlusconi (per il palese conflitto d'interessi).

Il Giornale invece ha cercato di far credere che i colleghi romani avessero, a tutti i costi, spinto la  Drezwicka a dire cose intime e personali del cavaliere.

Ho già espresso il mio parere in un post precedente, quello che voglio fare adesso, invece, e cercare di accendere  riflettori su quello che sta accadendo in tutto il panorama mediatico Italiano.

Sono anni che TV e giornali è come se fossero in Coma vigile ed ora che succede?

Siamo vicinissimi alle elezioni europee e, complice la scappatella napoletana di Berlusconi, le TV e Giornali di famiglia la buttano in polemica obbligando gli altri a continue repliche, tralasciando  di farci capire chi sono i candidati per le europee e quali sono i loro programmi.

Votare è un diritto/prvilegio solo se è esercitato con consapevolezza.

Grazie a Marco Travaglio e le sue preziose informazioni abbiamo una lista di indesiderabili che vorremmo condividere con tutti voi; la presentiamo qui:

Ricordatevi di votare con consapevolezza.

Segnalazioni:



Noi ci saremo!!

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