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19 giugno 2009

Quelli che.... vogliono le intercettazioni


Analizziamo un'altra parte decisamente singolare della riforma delle intercettazioni che questo governo sta approvando a colpi di fiducia, è quella che riguarda il tempo massimo della intercettazioni.

Il legislatore ha previsto che le intercettazioni possono durare solo per 30 giorni, prorogabili al massimo per altri 30.

Facciamo un esempio, stiamo intercettando tizio (sospettato di essere un sicario) per capirne le intenzioni e evitare che compia la sua missione, non dice nulla al telefono per 59 giorni, poi al sessantesimo telefona a Caio e gli dice di incontrarsi dopodomani al solito bar per iniziare a pianificare l'azione, bene, l'intercettazione di Tizio ce la siamo giocata, i sessanta giorni sono passati.

Come facciamo a capire cosa vogliono fare?

Intercettiamo Caio ovvio (era venuta in mente anche a me), invece no, non possiamo nemmno intercettare Caio, il DDL dice che le intercettazioni si possono fare solo se: “vi sono gravi indizi di colpevolezza e l'intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistono specifiche e inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente e analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento e frutto di un'autonoma valutazione da parte del giudice”

Traduco, visto che i gravi indizi di colpevolezza di Caio derivano dall'intercettazione di Tizio, non lo possiamo intercettare, saranno così liberi di organizzare il loro piano indisturbati; alla faccia nostra.

Passiamo ai procedimenti a carico di ignoti:”Nei procedimenti contro ignoti, l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 è data, su richiesta della persona offesa, sulle utenze o nei luoghi nella disponibilità della stessa, al solo fine di identificare l'autore del reato".

Facciamo un altro esempio, se Tizio (un commerciante) decide di non pagare più il pizzo e gli fanno saltare in aria il locale, attualmente si mettono sotto controllo tutti i suoi telefoni in attesa di una chiamata tipo questa “Hai visto cosa ti abbiamo fatto, la prossima volta se non paghi vedi cosa ti succede” si rintraccia la chiamata e da li partono le indagini.

Se fosse già in vigore il DDL sulle intercettazioni, per poter mettere sotto controllo i telefoni di Tizio servirebbe la sua autorizzazione.

Secondo voi, gli hanno appena distrutto il negozio e lui dovrebbe fare un altro sgarro autorizzando le intercettazioni?

Qualora si andasse ad arrestare l'autore della chiamata, dicendogli che le prove a suo carico sono costituite dalle intercettazioni sulle utenze di Tizio, il Boss locale saprebbe benissimo con chi prendersela.

Non serve un mago per capire che di autorizzazioni ad intercettare ne avremo pochissime, fantastico vero?

Questi sono due esempi in cui le intercettazioni servono a incastrare i colpevoli, esistono però svariati casi un cui le intercettazioni servono a scagionare degli innocenti accusati ingiustamente.

Quando sarà approvata questa legge, non solo verranno presi meno delinquenti, ma saranno condannati più innocenti, e questa loro la chiamano sicurezza.


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permalink | inviato da SimoneS il 19/6/2009 alle 23:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

18 giugno 2008

Il Disegno di legge sulle intercettazioni mi preoccupa......

 

Sono preoccupato per quanto sta avvenendo nel nostro Paese.

Ad aprile di quest’anno, a seguito della caduta del Governo, si sono effettuate le elezioni meno democratiche della nostra storia:

Sono stati eletti Senatori e Deputati decisi dai partiti, togliendo la possibilità di scegliere agli elettori.

Queste persone, una volta in parlamento hanno iniziato a prendere provvedimenti che giudico inadeguati ma ciò che mi preoccupa di più quello che riguarda la regolamentazione delle Intercettazioni telefoniche.

E’ imminente la presentazione al Parlamento di una proposta di legge che di fatto limiterà in modo significativo le possibilità della Magistratura di utilizzare uno delle armi più importati per scovare i criminali, le intercettazioni appunto.

La strategia utilizzata dalla classe dirigente è quella di bombardare l’opinione pubblica, attraverso i mass media, creando un finto allarme sociale: ci viene detto che in Italia ci sono troppe intercettazioni, che costano troppo, che giornali e televisioni pubblicano i testi dei dialoghi e degli SMS segreti violando la Privacy delle persone, insomma che da un momento all’altro potremmo trovare i nostri SMS o le nostre conversazioni telefoniche pubblicate.

In realtà sono finite sui giornali telefonate tipo quella dell’attuale Presidente del Consiglio che chiede ad un dirigente della TV pubblica di assumere due “attrici” per fare un favore ad un senatore della parte avversa, con lo scopo di ottenere in cambio la promessa di cambiare Partito.

Il Sig. Saccà, destinatario di quella telefonata fa un lavoro pubblico pagato con i soldi pubblici, è un diritto del popolo sapere che vengono usati per scopi privati.

Nessuna conversazione di gente comune è mai finita sui giornali Italiani.

Mentono sapendo di mentire, un documento approvato all’unanimità dalla commissione giustizia del Senato meno di un anno e mezzo fa a seguito di un indagine conoscitiva sul fenomeno intercettazioni, nata per fare chiarezza dopo gli scandali sul Calcio, sulle scalate bancarie e nel mondo dello spettacolo, con lo scopo di capire se e quanto necessarie o dannose le intercettazioni, la conclusione è stata: “LE GARANZIE CHE IL NOSTRO SISTEMA LEGALE ASSICURA AL CITTADINO NON HANNO L'EGUALE PRESSO ALCUN'ALTRA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE”.

Il disegno di legge sancisce l’ utilizzo delle intercettazioni esclusivamente per reati a seguire:

“a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a dieci anni determinata a norma dell'art..4;

b) delitti di cui agli articoli 51 comm 3-bis, 3-quater e 3-quinquies, e 407, comma 2, lettera a);

c) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'art. 4;

d) reati di ingiuria., minaccia, usura, molestia o disturbo delle persone con il mezzo del telefono.”

oltre a danneggiare in modo pesante le indagini, in alcuni casi le renderà impossibili, con la conseguente impunità del Reo.

In più pone limiti di tempo (Art.4 comma 3)” Il decreto del pubblico ministero che dispone l'intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni per un periodo massimo di quindici giorni, prorogabile dal tribunale in pari misura e per una durata complessiva massima non superiore a tre mesi".

I delinquenti non si pongono limiti di tempo entro cui fare un reato, la giustizia per scovarli si.

Passando ai limiti che impone ai giornalisti, il DdL punisce con l’arresto da 1 a 3 anni ed un ammenda di € 1032 per ogni articolo chi pubblica qualcosa, pene congiunte, ovvero il carcere è sempre previsto.

Nonostante quello che dice il Ministro della Giustizia Alfano, se un giornalista decide di fare il suo mestiere e di informare i cittadini di quello che sta avvenendo rischia seriamente di finire in cella cito la frase di un giornalista libero Marco Travaglio: “il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta),si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l’accesso ai servizi sociali e non resta che la cella”.

Sul fronte disciplinare, quando un giornalista viene indagato per aver fatto il suo mestiere, la procura deve avvertire l’ordine dei giornalisti (presente solo in Italia) che deve sospenderlo per 3 mesi insomma, carcerato, multato e molto probabilmente licenziato, una repressione alla libertà d’informazione inammissibile.

Sulla Rete è nata grazie a Marco Travaglio un iniziativa, “arrestateci tutti”, si tratta di giornalisti che hanno già annunciato che non rispetteranno la legge qualora fosse varata, movimento al quale ho aderito anche io pur non essendo giornalista non ho comunque intenzione di piegarmi a chi vuole limitare la libertà d’informazione.

Se, come è molto probabile, questa legge verrà approvata così com’è, sarà esclusivamente per risolvere i problemi dei “colletti bianchi”.

Il rovescio della medaglia è che saranno risolti anche i problemi di molti criminali che non frequentano i salotti delle alte borghesie.

Come ben sapete negli ultimi anni nel nostro Paese, attraverso le intercettazioni sono state scoperte tante truffe e molte persone delle alte schiere sono state coinvolte.


Segnalazioni:
Il Popolo dell'omertà - Marco Travaglio



 

2 giugno 2008

Ministri ad Personam

 



Berlusconi in campagna elettorale, parlando del “decreto sulla Privacy”, ha dichiarato che l’obbiettivo è quello di consentire le intercettazioni solo per reati di mafia e terrorismo.

Resosi conto che avrebbe dovuto spiegare a vittime di altri reati ( Stupro, rapine ecc ecc) che non si potevano effettuare intercettazioni per scovare il colpevole, sta studiando insieme al Ministro Alfano una nuova proposta che vedrà la luce tra un paio di settimane ( Dichiarazione a “Il Giornale” del Ministro)

Se il disegno di legge Mastella (votato a grande maggioranza dalla Camera) metteva un bavaglio alla cronaca giudiziaria i presupposti della nuova proposta sono addirittura peggiori:

Punire con multe salatissime o addirittura con l’arresto chiunque pubblichi i testi di intercettazioni, anche quando il diretto interessato, da indagato ne è stato messo al corrente, o fa cronaca giudiziaria sui politici fino al secondo grado di giudizio ( con i tempi della Nostra giustizia si parla di 6-10 anni) azzera le possibilità che hanno i cittadini di esercitare il controllo sul comportamento della classe dirigente e sulla Magistratura.

Per queste ragioni ho deciso di scrivere una lettera al Ministro della Giustizia Alfano di cui pubblico il testo e che spedirò al suo indirizzo di posta elettronica: alfano_a@camera.it

Sig. Ministro,

Le scrivo da semplice cittadino che, come molti altri, spera che il decreto sulle intercettazioni da lei annunciato in un intervista su “Il Giornale”e pronto tra due settimane, non limiti, ancora di più di quello che è ora, la possibilità dei cittadini di informarsi.

Mi è difficile credere alle indiscrezioni secondo cui, verrà proposto e approvato, un decreto che vieterà la pubblicazione di intercettazioni non segrete e di moltissimi atti giudiziari, pena multe salatissime o addirittura l’arresto, mettendo di fatto fuorilegge la cronaca giudiziaria.

Il danno che provocherebbe questa scelta scellerata è quello di privare i cittadini della facoltà di controllo sull’operato della magistratura e della classe dirigente.

Se gli atti giudiziari sulla base dei quali una persona viene indagata o arrestata non possono essere consultati, come può un cittadino farsi un idea critica su ciò che è accaduto, contestare l’operato dei giudici o degli accusati, non è detto che fatti che non hanno rilevanza penale, non ne abbiamo a livello politico; dentro alle cabine elettorali si vota in base anche al comportamento dei candidati.

La realtà è che noi cittadini saremo, con questo decreto, tenuti allo scuro di ciò che accade perché il parlamento, in cui ci sono condannati in primo grado e in via definitiva, ha votato a favore della censura del suo stesso comportamento.

In un paese democratico 

questa cosa non è ammissibile.

In onore della carica che ricopre e nel rispetto della Costituzione le chiedo di non limitare in nessun modo la libertà d’informazione.

Molti sono gli episodi bui di cui la storia recente del nostro paese è piena, non aggiungiamone altri.

Sicuro di una sua risposta porgo

Distinti saluti.

Scarica "La pillola rossa" di questa settimana



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