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11 giugno 2009

La Camera approva Il disegno di legge sulle intercettazioni , la nostra sicurezza diminusce




Oggi è stato approvato dalla Camera il Ddl sulle intercettazioni, un altro attacco alla giustizia del nostro paese.

Spiegare in poche righe i danni che questa legge farà è impossibile ma ci proverò.

Andiamo per punti.

Art. 1 del Ddl: il Giudice che ha “pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli” ha l'obbligo di astenersi da quel procedimento.

A prima vista può sembrare condivisibile, ma se lo analizziamo meglio potremmo cambiare idea, vediamo.

Prima di tutto esiste già una norma simile, l'Art.36 lettera C del codice procedura penale prevede che il Giudice che ”ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie” ha l'obbligo di astenersi.

Per capire meglio facciamo un esempio, un giudice incaricato di un procedimento va in giro a parlarne dicendo che secondo lui Tizio è colpevole e Caio è innocente oppure, se il procedimento riguarda un suo amico, gli consiglia come difendersi; è del tutto evidente che questo non si può fare.

Il giudice deve dare un giudizio solo a fine processo e dopo aver valutato tutte le prove, se ha già giudicato Tizio colpevole prima del processo non potrà valutare le prove con la dovuta terzietà.

Ora attuiamo il Ddl con un altro esempio, un Giudice incaricato di un processo va in giro a dire, o risponde a delle domande, affermando che è la prima volta che gli capita di seguire un procedimento cosi complesso, ha rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli?

Assolutamente si!

Le dichiarazioni che ha rilasciato compromettono la sua terzietà?

Assolutamente no, con la vecchia norma rimarrebbe al suo posto, attuando il disegno di legge invece dovrà astenersi.

Lo scopo del legislatore è chiaro, la riforma delle intercettazioni è stata pensata per eliminarle. Questa parte del disegno di legge sarà utilizzato per liberarsi di giudici scomodi, costringendoli ad astenersi, oppure per “ammorbidirli” ancora prima di iniziare il procedimento, infine potrà essere usata in modo strategico per raggiungere la prescrizione.

Se un Giudice che ha rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento, anche se non compromettono la sua terzietà, è costretto ad astenersi, il giudice che lo sostituirà dovrà ricominciare tutto daccapo allungando in modo esponenziale i tempi di celebrazione dei processi e l'imputato avrà molte possibilità di cavarsela con la prescrizione.

L'unico modo per non incappare nell'astensione obbligatoria è tapparsi la bocca, centrando l'obbiettivo del legislatore; lasciare l'opinione pubblica allo scuro di tutte le malefatte del potere.

Analizziamo ora un altra parte della norma: “Il pubblico ministero richiede l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale.
L'autorizzazione
è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di colpevolezza e l'intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistono specifiche e inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente e analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento e frutto di un'autonoma valutazione da parte del giudice;

Il pubblico ministero, insieme alla richiesta di autorizzazione, trasmette al giudice il fascicolo con tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti....” (la citazione è lunga ma necessaria).

Traduco, tutte le procure di un distretto giudiziario (più o meno tutte le procure di una regione) che vogliono effettuare delle intercettazioni devono inoltrare richiesta al Tribunale che ha sede nel capoluogo.

Beh, che problema è, si potrebbe pensare, si tratta di mandare Fax o e-mail al Tribunale del capoluogo dove, un ufficio apposta, provvede a dare le autorizzazioni.

Analizziamo bene, come sanno tutti (meno chi fa le leggi), il numero di giudici in Italia è insufficiente e non riescono a svolgere il lavoro di tutti i giorni, come faranno i Tribunali dei capoluoghi a trovare Giudici che si occupino di autorizzare intercettazioni.

Per non annoiarvi mi fermo qui; solo per ora, la seconda parte di questa citazione la analizzeremo nei prossimi giorni.

Questa riforma nata, a detta del Ministro Alfano, per velocizzare i processi, in realtà imbavaglierà ancora di più la giustizia Italiana.

L'appuntamento è per i prossimi giorni, continueremo il nostro viaggio all'interno della riforma delle intercettazioni, le sorprese non sono finite; ne vedremo delle belle.

Loro non molleranno mai ( ma gli conviene?)... noi nemmeno

 



1 dicembre 2008

Cos'è la prescrizione

 

La durata del processo è importantissima, sia per il cittadino parte offesa, sia per l’imputato innocente.

Il raggiungimento della sentenza vorrebbe dire, per il primo il risarcimento del danno e per il secondo la fine di un calvario.

La stessa cosa non si può dire, invece, per l’imputato colpevole: si può essere condannati solo se non è trascorso il tempo necessario perché il reato di cui si è imputati sia considerato prescritto.

Quando è maturata la prescrizione, anche se l’imputato è considerato colpevole, il reato viene dichiarato estinto e nessuna pena può essere comminata. (il Giudice se ritiene che lì imputato sia innocente lo deve dichiarare, anche se il reato è prescritto; quindi una sentenza di prescrizione è sempre una sentenza che ha accertato la colpevolezza).

E’ quindi evidente che un imputato colpevole ha tutto l’interesse che venga raggiunta la prescrizione.

Il termine di prescrizione è stabilito dall’Art. 157 del codice penale, dipende dalla pena massima prevista per il reato, più questa è alta più lungo è il termine di prescrizione; si va dai 30 anni per l’omicidio ai 5 anni circa per una contravvenzione.

In realtà i tempi di prescrizione possono essere molto più corti, se un reato di falso in bilancio commesso nel 2003 non viene denunciato nel 2007, dopo solo 4 anni, viene considerato prescritto.

Qui qualcuno potrebbe obbiettare che il legislatore ha predisposto un meccanismo che risolve il problema: se uno è un delinquente conclamato i termini di prescrizione aumentoni e lo si può condannare di nuovo.

Questa cosa fa molta impressione ai cittadini ignari di cose giudiziarie.

In realtà, questo meccanismo funziona solo con i ladri di polli, quei poveretti che vengono beccati a rubare in un supermercato, non vale invece per chi falsifica bilanci, evade le tasse o corrompe pubblici ufficiali.

Questa persona è sempre incensurata, non ha mai rubato un pezzo di formaggio o picchiato un carabiniere perché gli chiedeva i documenti la cosa più triste è che è destinato a rimanere incensurato per sempre perché i processi che contano non arrivano mai a sentenza di condanna.

L’obbiettivo è la prescrizione… passate parola

Loro non molleranno mai… ma noi nemmeno

Scarica "La Pillola rossa" n°40 

23 novembre 2008

Il Tribunale della libertà

 

In viaggio per conoscere meglio le procedure penali del nostro Paese oggi parliamo del Tribunale della Libertà.

La sigla è TL e si chiama Tribunale della libertà, di cosa si tratta esattamente?

E’ l’ultimo ritrovato in fatto di garanzie difensive, l’imputato può fare appello al TL e chiedere che venga annullato il provvedimento che lo ha messo in cella.

Ricapitoliamo: Polizia, Carabinieri, Guardi di Finanza ecc hanno raccolto prove magari per mesi, il PM ha valutato ( forse ha raccolto prove anche lui), il GIP ha valutato e deciso che l’imputato sta bene in carcere, tutto ciò non basta a tenere chiusa la porta della cella; il TL (Tribunale composta da tre giudici) deve essere d’accordo.

Come fa il TL a decidere? Studia le carte del processo, naturalmente.

Ma visto che sono gli stessi documenti che servono anche al PM, vanno fotocopiati e dove è il problema direte……

Per fare in modo che il Tribunale della libertà sia d’accordo bisogna mandargli prove a sufficienza, nei documenti però, non c’è solo quanto riguarda l’imputato ma ci sono anche cose che riguardano altra gente.

Persone che devono essere ancora prese, oppure nei cui confronti si stanno raccogliendo prove, ci sono le intercettazioni e i telefoni sotto controllo, i nomi dei testimoni.

Visto che i documenti che andranno al TL saranno visti anche dalla difesa dell’imputato, è meglio che certe cose non le venga a sapere, per il momento.

L’avvocato difensore potrebbe, una volta avuto i documenti, avvicinare i testimoni e “convincerli” che non hanno visto bene, che non ricordano con precisione ecc.

Per evitare queste sorprese il PM fa gli omissis, ovvero fa le copie dei verbali degli interrogatori e delle intercettazioni e “sbiachetta” ciò che ritiene sia meglio non far sapere alla difesa; in questo modo si forma il fascicolo da consegnare al TL.

Attenzione però, non bisogna “sbiachettare” troppo altrimenti si rischia di non convincere il Tribunale della libertà.

Qui comincia il compito del TL che ha 10 giorni di tempo per studiare un indagine durata mesi, nel corso della quale il PM ha impiegato mesi per scrivere la richiesta di carcerazione e il GIP l’ha studiata per mesi, valutando tutti i documenti, per poter produrre il provvedimento (impugnato dalla difesa).

Bene, il TL, ovvero i tre giudici che lo compongono, devono decidere in 10 giorni sulla base di documenti dimezzati, se l’imputato deve restare in carcere oppure no.

Succede quindi che il TL decide come può visto il tempo e documenti che ha a disposizione e magari l’imputato resta in carcere ma non finisce qui…

I provvedimenti del TL sono soggetti a ricorso in cassazione e quasi tutti prima o poi vengono annullati (nessun giudice può decidere di decente in queste condizioni), per fortuna per arrivare al provvedimento della cassazione ci vuole del tempo e intanto l’imputato sta in carcere e non può manipolare prove e testimoni e neppure scappare.

Non è finita, gli appelli al TL posso essere reiterati (farne di nuovi) basta che si aggiunga un argomento nuovo, non è necessario che sia fondato basta che sia nuovo (gli avvocati sono maestri nel trovare argomenti nuovi).

Cosi il TL dovrà pronunciarsi di nuovo e si potrà fare un nuovo ricorso in cassazione, magari questa volta altri tre giudici saranno di idea diversa dai primi, magari la cassazione cambierà idea.

Allora via, altre fotocopie con omissis, altri faldoni altri commessi che portano i documenti, altri provvedimenti e altri ricorsi, insomma una storia che finisce solo con la conclusione delle indagini che, si capisce, non sono state rallentate per nulla da questa tiritera.

Mi viene da pensare, chi è la mente superiore che ha pensato questa cosa? In quale mondo vive?

L’ho già detto: Non è vero che la giustizia è lenta e funziona male, funziona esattamente come il Potere (esecutivo) vuole che funzioni.

Loro non molleranno mai… ma noi nemmeno!

(fonte: Toghe rotte ed. Chiarelettere)

Scarica "La Pillola rossa" n°39


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permalink | inviato da SimoneS il 23/11/2008 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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