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13 giugno 2010

Scusate la latitanza


Eccomidi ritorno da una lungalatitanza dovuta a problemi di Lavoro ( sonouno degli Italiani che hanno perso il lavoro).

Duranteil mio periodo di assenza dal Blog non ho mai rinunciato adinformarmi attraverso al rete e sono davvero incazz...

L'approvazione( per metà) del ddl sulle intercettazioni è l'inizio di unabattagli per la libertà e la democrazia nel nostro paese, battagliaalla quale non ho intenzione di rinunciare.

Ilpopolo Viola sta organizzando per il 4 luglio un sit In di protesta,poroporrò al Meetup al qule appartengo di organizzarne uno anchenella piazza del nostro Paese.

Noinon molleremo Mai....

11 giugno 2009

La Camera approva Il disegno di legge sulle intercettazioni , la nostra sicurezza diminusce




Oggi è stato approvato dalla Camera il Ddl sulle intercettazioni, un altro attacco alla giustizia del nostro paese.

Spiegare in poche righe i danni che questa legge farà è impossibile ma ci proverò.

Andiamo per punti.

Art. 1 del Ddl: il Giudice che ha “pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli” ha l'obbligo di astenersi da quel procedimento.

A prima vista può sembrare condivisibile, ma se lo analizziamo meglio potremmo cambiare idea, vediamo.

Prima di tutto esiste già una norma simile, l'Art.36 lettera C del codice procedura penale prevede che il Giudice che ”ha dato consigli o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie” ha l'obbligo di astenersi.

Per capire meglio facciamo un esempio, un giudice incaricato di un procedimento va in giro a parlarne dicendo che secondo lui Tizio è colpevole e Caio è innocente oppure, se il procedimento riguarda un suo amico, gli consiglia come difendersi; è del tutto evidente che questo non si può fare.

Il giudice deve dare un giudizio solo a fine processo e dopo aver valutato tutte le prove, se ha già giudicato Tizio colpevole prima del processo non potrà valutare le prove con la dovuta terzietà.

Ora attuiamo il Ddl con un altro esempio, un Giudice incaricato di un processo va in giro a dire, o risponde a delle domande, affermando che è la prima volta che gli capita di seguire un procedimento cosi complesso, ha rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli?

Assolutamente si!

Le dichiarazioni che ha rilasciato compromettono la sua terzietà?

Assolutamente no, con la vecchia norma rimarrebbe al suo posto, attuando il disegno di legge invece dovrà astenersi.

Lo scopo del legislatore è chiaro, la riforma delle intercettazioni è stata pensata per eliminarle. Questa parte del disegno di legge sarà utilizzato per liberarsi di giudici scomodi, costringendoli ad astenersi, oppure per “ammorbidirli” ancora prima di iniziare il procedimento, infine potrà essere usata in modo strategico per raggiungere la prescrizione.

Se un Giudice che ha rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento, anche se non compromettono la sua terzietà, è costretto ad astenersi, il giudice che lo sostituirà dovrà ricominciare tutto daccapo allungando in modo esponenziale i tempi di celebrazione dei processi e l'imputato avrà molte possibilità di cavarsela con la prescrizione.

L'unico modo per non incappare nell'astensione obbligatoria è tapparsi la bocca, centrando l'obbiettivo del legislatore; lasciare l'opinione pubblica allo scuro di tutte le malefatte del potere.

Analizziamo ora un altra parte della norma: “Il pubblico ministero richiede l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale.
L'autorizzazione
è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di colpevolezza e l'intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistono specifiche e inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente e analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento e frutto di un'autonoma valutazione da parte del giudice;

Il pubblico ministero, insieme alla richiesta di autorizzazione, trasmette al giudice il fascicolo con tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti....” (la citazione è lunga ma necessaria).

Traduco, tutte le procure di un distretto giudiziario (più o meno tutte le procure di una regione) che vogliono effettuare delle intercettazioni devono inoltrare richiesta al Tribunale che ha sede nel capoluogo.

Beh, che problema è, si potrebbe pensare, si tratta di mandare Fax o e-mail al Tribunale del capoluogo dove, un ufficio apposta, provvede a dare le autorizzazioni.

Analizziamo bene, come sanno tutti (meno chi fa le leggi), il numero di giudici in Italia è insufficiente e non riescono a svolgere il lavoro di tutti i giorni, come faranno i Tribunali dei capoluoghi a trovare Giudici che si occupino di autorizzare intercettazioni.

Per non annoiarvi mi fermo qui; solo per ora, la seconda parte di questa citazione la analizzeremo nei prossimi giorni.

Questa riforma nata, a detta del Ministro Alfano, per velocizzare i processi, in realtà imbavaglierà ancora di più la giustizia Italiana.

L'appuntamento è per i prossimi giorni, continueremo il nostro viaggio all'interno della riforma delle intercettazioni, le sorprese non sono finite; ne vedremo delle belle.

Loro non molleranno mai ( ma gli conviene?)... noi nemmeno

 



18 giugno 2008

Il Disegno di legge sulle intercettazioni mi preoccupa......

 

Sono preoccupato per quanto sta avvenendo nel nostro Paese.

Ad aprile di quest’anno, a seguito della caduta del Governo, si sono effettuate le elezioni meno democratiche della nostra storia:

Sono stati eletti Senatori e Deputati decisi dai partiti, togliendo la possibilità di scegliere agli elettori.

Queste persone, una volta in parlamento hanno iniziato a prendere provvedimenti che giudico inadeguati ma ciò che mi preoccupa di più quello che riguarda la regolamentazione delle Intercettazioni telefoniche.

E’ imminente la presentazione al Parlamento di una proposta di legge che di fatto limiterà in modo significativo le possibilità della Magistratura di utilizzare uno delle armi più importati per scovare i criminali, le intercettazioni appunto.

La strategia utilizzata dalla classe dirigente è quella di bombardare l’opinione pubblica, attraverso i mass media, creando un finto allarme sociale: ci viene detto che in Italia ci sono troppe intercettazioni, che costano troppo, che giornali e televisioni pubblicano i testi dei dialoghi e degli SMS segreti violando la Privacy delle persone, insomma che da un momento all’altro potremmo trovare i nostri SMS o le nostre conversazioni telefoniche pubblicate.

In realtà sono finite sui giornali telefonate tipo quella dell’attuale Presidente del Consiglio che chiede ad un dirigente della TV pubblica di assumere due “attrici” per fare un favore ad un senatore della parte avversa, con lo scopo di ottenere in cambio la promessa di cambiare Partito.

Il Sig. Saccà, destinatario di quella telefonata fa un lavoro pubblico pagato con i soldi pubblici, è un diritto del popolo sapere che vengono usati per scopi privati.

Nessuna conversazione di gente comune è mai finita sui giornali Italiani.

Mentono sapendo di mentire, un documento approvato all’unanimità dalla commissione giustizia del Senato meno di un anno e mezzo fa a seguito di un indagine conoscitiva sul fenomeno intercettazioni, nata per fare chiarezza dopo gli scandali sul Calcio, sulle scalate bancarie e nel mondo dello spettacolo, con lo scopo di capire se e quanto necessarie o dannose le intercettazioni, la conclusione è stata: “LE GARANZIE CHE IL NOSTRO SISTEMA LEGALE ASSICURA AL CITTADINO NON HANNO L'EGUALE PRESSO ALCUN'ALTRA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE”.

Il disegno di legge sancisce l’ utilizzo delle intercettazioni esclusivamente per reati a seguire:

“a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a dieci anni determinata a norma dell'art..4;

b) delitti di cui agli articoli 51 comm 3-bis, 3-quater e 3-quinquies, e 407, comma 2, lettera a);

c) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'art. 4;

d) reati di ingiuria., minaccia, usura, molestia o disturbo delle persone con il mezzo del telefono.”

oltre a danneggiare in modo pesante le indagini, in alcuni casi le renderà impossibili, con la conseguente impunità del Reo.

In più pone limiti di tempo (Art.4 comma 3)” Il decreto del pubblico ministero che dispone l'intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni per un periodo massimo di quindici giorni, prorogabile dal tribunale in pari misura e per una durata complessiva massima non superiore a tre mesi".

I delinquenti non si pongono limiti di tempo entro cui fare un reato, la giustizia per scovarli si.

Passando ai limiti che impone ai giornalisti, il DdL punisce con l’arresto da 1 a 3 anni ed un ammenda di € 1032 per ogni articolo chi pubblica qualcosa, pene congiunte, ovvero il carcere è sempre previsto.

Nonostante quello che dice il Ministro della Giustizia Alfano, se un giornalista decide di fare il suo mestiere e di informare i cittadini di quello che sta avvenendo rischia seriamente di finire in cella cito la frase di un giornalista libero Marco Travaglio: “il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta),si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l’accesso ai servizi sociali e non resta che la cella”.

Sul fronte disciplinare, quando un giornalista viene indagato per aver fatto il suo mestiere, la procura deve avvertire l’ordine dei giornalisti (presente solo in Italia) che deve sospenderlo per 3 mesi insomma, carcerato, multato e molto probabilmente licenziato, una repressione alla libertà d’informazione inammissibile.

Sulla Rete è nata grazie a Marco Travaglio un iniziativa, “arrestateci tutti”, si tratta di giornalisti che hanno già annunciato che non rispetteranno la legge qualora fosse varata, movimento al quale ho aderito anche io pur non essendo giornalista non ho comunque intenzione di piegarmi a chi vuole limitare la libertà d’informazione.

Se, come è molto probabile, questa legge verrà approvata così com’è, sarà esclusivamente per risolvere i problemi dei “colletti bianchi”.

Il rovescio della medaglia è che saranno risolti anche i problemi di molti criminali che non frequentano i salotti delle alte borghesie.

Come ben sapete negli ultimi anni nel nostro Paese, attraverso le intercettazioni sono state scoperte tante truffe e molte persone delle alte schiere sono state coinvolte.


Segnalazioni:
Il Popolo dell'omertà - Marco Travaglio



 

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