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6 novembre 2009

Salvatore Borsellino risponde a Gasparri


Clicca qui per vedere la seconda parte


L'ultima sparata di Tom Tom Gasparri è arrivata come un fulmine a Ciel sereno.

Ospite alla consegna del premio Paolo Borsellino ( premio non riconosciuto dalla famiglia Borsellino), quando una ragazza del movimento delle agende rosse gli consegna un foglio con dieci domande (leggile qui) lui, dopo aver cercato di evitarla, lo prende e dice:” lo prendo ma non lo leggerò... lei è troppo giovane per saperlo ma Paolo Borsellino disitimava suo fratello”.

Da una persona piccola come Gasparri non ci si poteva aspettare un granchè, Salvatore Borsellino ha deciso di querelarlo, vediamo se Tom Tom anche questa volta si difenderà dietro l'articolo 68 della costituzione come ha già fatto con la Forleo (smentito poi dalla core costituzionale) oppure si difenderà in tribunale.

Abbiamo incontrato Salvatore Borsellino che ha risposto a tono a Gasparri, un video tutto da vedere.

15 luglio 2008

Villa Certosa autocondonata



Leggendo qua e la le dichiarazioni a proposito dell’assoluzione dell’ Idra immobiliare, la società proprietaria di Villa Certosa, luogo di ritiro in Sardegna di Berlusconi, mi imbatto nelle parole di Neri Marcorè ( Gasparri per gli amici)
“Ma la magistratura italiana non ha cose più urgenti da fare che perseguitare Silvio Berlusconi? L’epilogo, ampiamente previsto, della vicenda di Villa Certosa conferma che ci sono magistrati che preferiscono perdere tempo per teoremi politici anti-Berlusconi piuttosto che perseguire i gravi crimini che vengono commessi in tutta Italia, isole comprese. Più che solidarizzare con Berlusconi c’è da esprimere sconforto per l’alto grado di irresponsabilità di troppi togati”.

Il processo inizia 4 anni fa sull’ipotesi di abusi edilizi e violazioni ambientali, la sentenza di oggi stabilisce il non luogo a procedere in quanto c’erano i nullaosta paesaggistici ed erano stati pagati i condoni edilizi per i lavori realizzati.

…. I condoni edilizi sono un regalino che il Presidente del Consiglio si confeziona su misura nel 2003, l’allora Ministro dell’Economia (recidivo) Tvemonti vara 12 condoni fiscali: “ Le mie società non si avvarranno dei condoni” afferma Berlusconi…….Falso.

Il fisco reclama 197 miliardi di lire alla Fininvest che approfitta del condono e ne paga solo 35.

Non contento per evitare qualsiasi tipo di accertamento, la procura di Milano contesta delle presunte evasioni sui bilanci Mediaset relativi al periodo 1997-2002, paga 1.850 € in due comode rate e si toglie il pensiero.

La strada del condono viene percorsa anche dalla Idra Immobiliare (società che controlla la ville del cavaliere).

Viene da chiedersi se il Presidente del Consiglio ha deturpato una della zone più belle d’Italia garantendosi l’immunità autocondonandosi.

Sono sicuro che di questa vicenda molti ricorderanno solo che l’Idra immobiliare è stata assolta, anche perché viene fornita un informazione a metà che non permette alla gente di farsi un opinione sua.

Ci vengono fornite, preconfezionate, sia le domande che le risposte.

Torniamo al Sen. Gasparri, butta parole al vento un'altra volta senza essere informato, gli era già accaduto quando insultò Clementina Forleo (che lo denunciò per diffamazione a mezzo stampa), avvalendosi poi della insindacabilità delle opinioni espresse dai membri del parlamento nello svolgimento delle loro funzioni.

La corte costituzionale gli diede torto:

” LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara che non spettava alla Camera dei deputati affermare che i fatti per i quali pende un procedimento penale a carico del deputato Maurizio Gasparri davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, di cui al ricorso indicato in epigrafe, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; annulla, per l'effetto, la delibera di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta dell'8 febbraio 2006 (Doc. IV-quater, n. 123).

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 febbraio 2008.” (Sentenza n° 28/2008)

Questa volta non c’è bisogno della Corte costituzionale per capire che faceva meglio a stare zitto.


Scarica " La Pillola rossa" n°24

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