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26 luglio 2009

Scudo fiscale, una lavatrice di soldi sporchi



Mai Più condoni disse Tremonti, poi vara lo scudo Fiscale

I condoni sono una cosa del passato, di chi sono queste parole?

Ma di Tremonti naturalmente, le ha pronunciate il 13 marzo 2008 per poi smentirle con l'emendamento, proposto in questi giorni alla Camera, in cui c'è lo scudo fiscale.

Il governo ha annunciato che porrà il voto di fiducia per approvare entro la settimana il decreto anticrisi compreso lo scudo fiscale.

Cosa propone l'emendamento?

Art. 13-bis.

1. È istituita una imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali:
a) detenute fuori del territorio dello Stato senza l'osservanza delle disposizioni del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni;
b) a condizione che le stesse siano rimpatriate in Italia da Paesi extra UE, nonché regolarizzate, ovvero rimpatriate, perché in essere in Paesi dell'Unione europea. (leggilo tutto)

Traduciamo, chiunque abbia accumulato soldi all'estero per non pagarci le tasse, potrà farli rientrare pagando una tassa del 5%.

Ad una prima analisi può sembrare una buona cosa ma, approfondendola, ci si rende conto che si da, come già avvenuto anni fa, la possibilità di lavare soldi sporchi con l'aiuto dello stato.

...Il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell'imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale.

Ovvero, il pagamento del 5% garantisce all'evasore/trafficante che lo stato non potrà in nessun modo rivalersi nei suoi confronti per il modo con cui ha accumulato quel denaro.

Facciamo un esempio, tizio accumula per anni denaro all'estero con il traffico di armi e droga ora, con lo scudo fiscale, paga un piccolo Pizzo (5%) allo stato e trasforma denaro sporco in denaro utilizzabile senza problemi (se non è un condono questo).

Senza considerare che molti di quelli che hanno soldi all'estero potrebbero decidere di non denunciarli in attesa di condoni con una tassa più bassa; dopotutto da noi se ne fa uno all'anno.

Alcuni potrebbero obbiettare che non tutti quelli che si avvarranno dello scudo fiscale sono trafficati, molti potrebbero essere semplici evasori fiscali.

In realtà un alternativa molto più selettiva esiste, il Blog di Travaglio/Gomez/Corrias ne parla da tempo, si chiama tassa patrimoniale.

Basterebbe istituire una tassa del 3 per mille sui patrimoni che superano i 5 milioni euro di reddito.

Questa soluzione garantirebbe un introito di circa 10 milioni euro contro i 3 e mezzo dello scudo fiscale e soprattutto non è una lavatrice di denaro sporco, allora perchè il governo non va da questa parte?

Forse perchè colpirebbe i sostenitori dell'attuale maggioranza?

Lascio ai lettori le valutazioni.


PS. nel maxi emendamento al decreto anticrisi è compresa la sanatoria per le badanti (Art. 1bis)

Segnalazioni:

Ecco come i giornali stranieri vedono lo scudo fiscale


22 marzo 2009

Le verità nascoste. chi ha ucciso Paolo Borsellino?



Venerdi 20 marzo all’auditorium di Arese Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, ha tirato fuori tutta la sua rabbia.

Una delle affermazioni simbolo della serata è stata: “Mio fratello non è stato ucciso dalla mafia ma dallo stato”, e come tutti sappiamo lo stato non può processare se stesso, ecco perché la morte di Paolo non ha ancora avuto colpevoli.

Lui (Salvatore) un “omino” dolce che ispira tenerezza, ha tenuto il pubblico con la bocca aperta per quasi un ora con affermazioni che, a chi si informa in rete erano note, molto meno lo sono per chi si informa attraverso la TV.

Ha parlato di Alfa e Beta i due presunti coinvolti nell’omicidio di Paolo, Berluconi e Dell’Utri, secondo Salvatore, ha parlato del vuoto di memoria dell’attuale Vicepresidente del CSM Nicola Mancino.

Secondo l’agenda degli appuntamenti di Paolo, qualche giorno prima di morire avrebbe incontrato Nicola Mancino (Allora Ministro degli Interni) e ne sarebbe uscito sconvolto, li avrebbe saputo che lo stato aveva intenzione di scendere a patti con la mafia cosa a cui si oppose in modo categorico.

Nicola Mancino, interrogato sulla questione, afferma di non ricordare esibendo una sua agendina che in quei giorni non segna nulla.

Tra le tante persone e cui ho stretto la mano non posso ricordare se ci fosse anche quella di Paolo Borsellino dice Mancino.

C’è il mistero dell’agenda rossa nella quale Paolo segnava tutto ciò che sapeva e che appare nelle mani di un Colonnello dei Carabinieri (Giovanni Arcangioli) subito dopo la strage e poi scompare, questo signore interrogato risponde che, sconvolto da quello che vedeva, non ricorda più a chi ha dato l’agenda e verrà assolto dall’accusa di furto aggravato e di aver favorito cosa nostra.

Poi ci sono le indagini di Genchi (incaricato di scoprire chi fosse il mandante dell’omicidio di Paolo) che portano ad un castello dal quale si vede Via D’Amelio, Il Castello Utveggio su monte Pellegrino.

In quel Castello c’era (perché e scomparsa) una sede del SISDE, il servizio segreto Militare, insomma non solo nei casi Normali ma anche i quelli che hanno segnato la nostra storia, i canali ufficiali d’informazione non fanno altro che prenderci in giro.

La fila che a fine serata si è formata solo per poter stingere la mano a Salvatore mi ha riempito il cuore di speranza per il futuro.

Loro non molleranno mai (magli conviene?) …. Ma noi nemmeno

P.S. il 19 Lugio del 2009 Salvatore sta organizzando una manifestazione, tutti a Palermo con in mano un agendina rossa per far sapere agli Avvoltoi dello stato che non ci stiamo, Noi ci saremo!

Scarica "La Pillola Rossa" n° 11 del  2009

1 marzo 2009

Il nucleare… una bufala gigante

 


 

Il Governo vuole costruire centrali nucleari contro un referendum  lo ha vietato

 Dobbiamo fare resistenza, il nucleare non è l’energia del futuro.

Ha bisogno di enormi investimenti e aiuti statali che finiranno dritti  nelle tasche di Confindustria (con i ringraziamenti della famiglia Mercegaglia) e in quelle di Sarkozy, la Francia ha bisogno di soldi per sostenere la costosissima tecnologia nucleare.

Cito dal blog di Beppe Grillo un intervista a Lester Brown, presidente della Heart Policy Institute, fondazione che studia come costruire un futuro miglore per la Terra.

"La prima cosa che guardiamo all' Earth Policy Institute dove studiamo diverse forme di energia alternativa è il calcolo economico... La gente chiede: dovremmo convertirci al nucleare, o tornare al nucleare? Credo che negli Stati Uniti nessuno comperi più un reattore nucleare da 29 anni ormai... il costo delle tariffe elettriche di una centrale nucleare dovrebbe comprendere i costi per lo smaltimento delle scorie, il costo di un'assicurazione contro incidenti nucleari, il costo di costruzione e di smantellamento dell'impianto. Negli Stati Uniti abbiamo scoperto che il costo di smantellamento di una centrale è superore al costo di costruzione. Quando consideriamo la totalità dei costi, una centrale nucleare non esce nemmeno dalla scatola di montaggio: semplicemente non è competitiva... Negli Stati Uniti abbiamo 103 centrali nucleari, tutte vecchie di almeno trent'anni. Non esiste ancora una struttura di stoccaggio dei rifiuti permanente. Ma abbiamo investito 90 miliardi di dollari nello sviluppo di una struttura sotto lo Yucca, in Nevada... E' un investimento di un miliardo di dollari a centrale, è straordinariamente costoso... Quello che cercano di fare gli operatori è scaricare i costi sui governi e quindi sulle tasse dei contrbuenti. Perchè sanno che se dovessero inserire i costi nelle bollette dell'elettricità, i consumatori non lo accetterebbero..."

Lester Brown

 


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permalink | inviato da SimoneS il 1/3/2009 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

17 gennaio 2009

La politica mette le mani sulla Giustizia

 

Il sedicente Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, chiede di cacciare dalla Magistratura il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella  e trasferire i PM Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani.

 

 

I motivi per cui il Ministro della giustizia chiede al CSM di valutare disciplinarmente i giudici di salerno sono: ”assoluta spregiudicatezza, mancanza di equilibrio e atti abnormi nell'ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l'intento di ricelebrare i processi che sono stati a lui avocati”.

In Italia vige la separazione dei poteri, cos’è esattamente?

Uso una metafora di Bruno Tinti: se ci sono due affamati e una pizza sola, l’unico modo che garantisce ad entrambi di avere la stessa quantità di pizza è che uno la tagli e l’altro la divida;

Ovvero il potere esecutivo fa le leggi e quello giudiziario le applica entrambi in piena autonomia.

Una volta stabilito questo concetto mi chiedo, è legittima la richiesta del Ministro della Giustizia?

La risposta è semplicissima, No.

Il potere esecutivo non può sindacare, ne tanto meno discutere nel merito, un provvedimento giudiziario.

Analizzando le motivazioni del Ministro rimango esterrefatto, “atti abnormi”, non esiste un limite massimo nelle motivazioni di un provvedimento.

E ancora, “acritica difesa del PM De Magistris”, ma quale acritica, i PM salernitani non si sono limitati a sostenere le richieste di De Magistris, ma hanno indagato, interrogato molti testimoni per cercare riscontri alle sue denunce.

Nell’atto ci sono le conferme (alle parole di De Magistirs) del Dott. Bruni e del Dott. Mollace, ci sono moltissimi riscontri oggettivi fatti dalla Polizia Giudiziaria, altro che acritica difesa.

Ma la cosa sconcertante è che ammesso (e non concesso) che sia un’acritica difesa, non spetta al Ministro della Giustizia stabilirlo ma agli organi competenti.

In difesa di chi ritiene di aver subito un provvedimento (Es. i PM Calabresi) ingiustamente, i Giudici non sono infallibili dopotutto, il nostro sistema prevede una serie di ricorsi:

Se i PM di Catanzaro non condividono ciò che hanno scritto quelli salernitani nel provvedimento di perquisizione, si possono rivolgere al Tribunale del riesame di Salerno e chiedere che lo annulli.

Se vogliono ribadire il concetto e ritengono che i colleghi abbiano commesso dei reati, si possono rivolgere alla Procura di Napoli (competente su Salerno).

Infine ci sono l’ispettorato del ministero o la procura generale della Cassazione, che sono titolari dell'azione disciplinare, nel caso pensino che i colleghi abbiano mancato da questo punto di vista.

Questa è la strada da percorrere, a sostenerlo sono loro stessi, è notizia di questi giorni ( 9 gennaio 2009) che il Tribunale del riesame di Salerno ha rigettato il ricorso presentato da alcuni imputati (l’ex procuratore Lombardi, accusato di corruzione giudiziaria, la moglie dell'ex procuratore Lombardi e il figlio, Pier Paolo Greco, che era socio di uno dei principali indagati dell'inchiesta Why Not, il senatore di Forza Italia Pittelli, e Antonio Saladino) che chiedevano l’annullamento del provvedimento di perquisizione:”il Tribunale del Riesame di Salerno rigetta le istanze di Riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro e conferma l'impugnato provvedimento. Condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali”.

Spiegazione: il provvedimento di perquisizione è del tutto legittimo quindi i ricorrenti devono risarcire allo stato il lavoro fatto per dimostrarlo.

Questo è il paradosso, il Ministro della Giustizia (che non è competente in materia) chiede che siano puniti i Giudici che hanno emesso un provvedimento giudicato legittimo dal Tribunale del riesame (Competente in materia).

Tutto accade con il silente benestare di associazione Magistrati TV e Giornali.

6 ottobre 2008

Nicola Di Girolamo, il Senatore Abusivo

 
Se Nicola di Girolamo non fosse un senatore (PDL) oggi sarebbe agli arresti domiciliari, la richiesta è stata respinta dal qualche giorno fa dal senato con voto trasversale, unico voto contrario quello dell’ Italia dei valori.

Il motivo per cui il tribunale di Roma lo vorrebbe confinato nei suoi appartamenti, è che Di Girolamo avrebbe dichiarato falsamente di risiedere in Belgio per potersi candidare alle elezioni nel collegio degli italiani all’estero.

La legge che regola la candidabilità nel collegio degli Italiani all’estero recita (Legge n°459 del 27 dicembre 2001) : “ possono candidarsi per l’elezione dei Senatori e Deputati da eleggere nella circoscrizione estero, esclusivamente i cittadini Italiani che siano residenti ed elettori in una delle ripartizioni in cui è suddivisa la circoscrizione Estero e che abbiano compiuto, rispettivamente, il quarantesimo e il venticinquesimo anno di età entro il primo giorno delle elezioni”

Per potersi iscrivere all’anagrafe dei cittadini residenti all’estero (A.I.R.E.) e quindi essere candidabile nella circoscrizione estero, bisogna presentare al consolato la documentazione di acquisita residenza nel paese straniero.

Vediamo ora cosa, secondo il GIP, ha reso necessaria la richiesta di arresti domiciliari.

Al consolato, l’on. Di Girolamo nella sua domanda d’iscrizione all’A.I.R.E. dichiara di essere residente nel comune di Etterbeek, Avenue de Tervueren n. 143, affermando di aver già, in quella data, presentato al comune la richiesta necessaria per avere residenza e permesso di soggiorno, senza però esibire nessuna documentazione, nella registrazione dell’anagrafe consolare risulta infatti la nota “in attesa di documenti”.

Il 14 febbraio del 2008 la Sig. Ciannella (incaricata del consolato) trasmette al comune di Roma la richiesta di iscrizione nel registro A.I.R.E. e di conseguenza il nulla osta al suo inserimento nella Circoscrizione di Bruxelles.

Se fosse vero quanto dichiarato dal Di Girolamo, al Comune di Etterbeek gli avrebbero fatto notare che l’indirizzo indicato è inesistente, il n.143 della strada indicata è situato nel comune di Woluwe Saint Pierre.

La procura federale di Bruxelles conferma, infatti,   che il Di Girolamo non ha mai risieduto ne tanto meno ha mai presentato domanda di residenza in quei comuni.

Qui entrano in gioco due persone:

Il Sig. Mattiusi Aldo, collaboratore amministrativo a contratto addetto all’ufficio notarile del Consolato d’Italia a Bruxelles.

E il Sig. Birilli Oronzo, amico del Di Girolamo ed ex collega del Mattiusi.

Il primo il 5 marzo del 2008 autentica la dichiarazione di residenza in Avenue de Tervueren n. 143 del senatore sottoscrivendola con la dicitura “per il console” , nonostante nel sistema informatico (consultato dal Mattiussi) ci fosse la nota “in attesa di documenti” sin dal 14 febbraio 2008. (il console d’Italia in Beglio annulla questo certificato) Il Sig. Cirilli invece, sentito dal PM dichiara: “ Mattiussi mi chiese di chi era quell’indirizzo forse per sapere se era un indirizzo reale ed io gli dissi che era il mio indirizzo e che il Di Girolamo avrebbe preso quell’indirizzo” , ciò dimostra che Mattiussi era consapevole della falsa certificazione appena sottoscritta.

Cirilli in un'altra audizione dichiara anche :”il Di Girolamo non ha mai abitato in casa mia in Avenue de Tervueren n. 143; è passato qualche volta per vedere la casa ma non vi ha mai abitato”

L’unica richiesta del Di Girolamo al comune di Woluwe Saint Pierre (probabilmente è stato informato che il n° 143 non è a Etterbeek) risale all’8 maggio 2008.

Un altro motivo che porta i PM a pensare che Di Girolamo non sia residente in Belgio è la dichiarazione del Sig. Abelice, residente a Bruxelles da anni e molto attivo nell’ambito delle iniziative riguardanti gli Italiani all’estero, che afferma di non aver mai conosciuto Di Girolamo.

Tutta questa serie di “magheggi” sono serviti per potersi candidare nella circoscrizione estero ed essere eletto (ingiustamente ndr) in parlamento.

……… non basta,

Pochi giorni prima che scadesse il termine per il voto all’estero, il nostro senatore “abusivo” chiama Cirilli per fargli ritirare un plico elettorale, a lui indirizzato, presso il Consolato.

Non trovandosi a Bruxelles Cirilli, dopo essersi accertato che il plico fosse realmente arrivato, incarica un suo amico (Ferrante Dario) che occupava di fatto la casa in avenue de Tevueren, di ritirarlo.

Un volta in possesso del plico (senza aver apposto nessuna firma per ricevuta), riceve indicazione da Cirilli (a sua volta incaricato da Di Girolamo) di aprire il pacco e di votare a nome del Di Girolamo, il quale assicura di fargli prevenire una delega che lo avrebbe (a suo dire) legittimato.

Il Senatore “abusivo” sentito dalla giunta per autorizzazioni a procedere si difende dando una sua ricostruzione dei fatti dove afferma di aver fatto tutto ciò che doveva per richiedere la residenza e confermando di aver fatto ricorso al TAR contro l’annullamento del certificato da parte del console Italiano.

Questo è un comportamento di una gravità inaudita, impedisce agli elettori di esprimere la preferenza per un candidato realmente rappresentativo degli Italiani all’estero.

E’ allarmante la tranquillità con cui queste persone tradiscono la fiducia degli elettori, quando vengono prese con le mani nel sacco invece di fare un passo indietro e dimettersi, in attesa di aver chiarito la loro posizione, si nascondono dietro le immunità varie di cui dispongono.

Passate parola………..

Scarica "La Pillola rossa" n°32


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permalink | inviato da SimoneS il 6/10/2008 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 settembre 2008

L’Italia è al 55° posto in classifica tra i paesi meno corrotti al Mondo

 
Clicca l'immagine


Secondo la Trasparency International, una coalizione mondiale contro la corruzione, l’Italia è al 55° posto (pari merito con le Seychelles) in una classifica dei Paesi meno corrotti al mondo nel settore pubblico. (il Paese meno corrotto è la Danimarca al 1° posto)

Viviamo nel Paese in cui il capo del governo, accusato di Corruzione in atti giudiziari, si costruisce su misura uno scudo spaziale (lodo Alfano) che lo rende immune da qualsiasi condanna.

In parlamento siedono 70 persone divise tra: condannati, prescritti, imputati e rinviati a giudizio,  la cosa più allarmante è che lo stesso stile di vita è adottato dalle amministrazioni locali (vedi il caso Del Turco e della Sig.ra Lonardo/Mastella).

Queste persone rappresentano solo se stesse, si sono auto eletti e si fanno gli affari loro liberamente.

Per non smentire la propria fama il Governo sta preparando un’altro “Scudo spaziale” (per i Ministri questa volta), con un disegno di legge presentato dal deputato Giuseppe Consolo ( PDL, condannato a 6 mesi per violazione del diritto d’autore e frode in pubblico concorso).

Il “Lodo consolo” , fatto di poche righe, rende obbligatoria l’autorizzazione a procedere anche per i reati che per il tribunale dei Ministri non meritano la copertura Istituzionale e che, stando alle regole attuali, possono essere valutati e investigati dalla magistratura senza autorizzazione alcuna.

Per un “Incredibile” coincidenza il Ministro dei trasporti Matteoli, di cui Consolo è avvocato difensore, è accusato di Rivelazione di segreti e favoreggiamento, il procedimento iniziato nel 2003  in attesa, su richiesta della Camera ai tempi di Bertinotti, che la corte costituzionale si pronunci, con l’avvento del Lodo Consolo vedrebbe probabilmente la sua morte.

Il Min. Matteoli, secondo i magistrati, avrebbe informato il Prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto che c’era un indagine nei suoi confronti riguardante alcuni abusi edilizi sull’Isola D’Elba (l’inchiesta sul mostro di Procchio).

Un volta informato il prefetto ha potuto inquinare la prove, avrebbe addirittura indotto Umberto Coppetelli (costruttore) a distruggere un computer in cui c’erano dei contratti riguardanti delle case vendute a prezzo stracciato al prefetto stesso.

Destinatari di case a prezzo stracciato sono anche il vice prefetto Giuseppe Pesce e il Gip Germano Lamberti che (ndr per riconoscenza) ha respinto una richiesta di sequestro preventivo di un cantiere, denuncia effettuata dal Corpo forestale dello Stato.

Insomma passano le legislature ma la storia non cambia, l’unico modo per non farci prendere per in giro  è informarci e passare parola!

Scarica "La Pillola Rossa" n°31

Segnalazione:
è disponibile il video del Consiglio comunale di Rho del 23/09/08

Il Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione per gli arresti domicilari nei confronti del Senatore Nicola di Girolamo (PDL) accusato di aver falsamente dichiarato di risiedere in Belgio per potersi candidare nel collegio degli Italiani all'Estero


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