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2 ottobre 2009

Intervista a Luigi De Magistris







Il Blog ha raggiunto telefonicamente Luigi De Magistris, l’argomento della chiacchierata (ha parlato solo lui) è l’archiviazione disposta dal GIP di Perugia nei confronti di  Luigi Apicella, Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani e De Magistris, appunto.

Il procedimento era nato dalle denunce dei giudici Catanzaresi a seguito della famosa Guerra tra procure (che proprio guerra non era).

Ascoltatela è molto interessante.

 

P.S. Il testo integrale delle richiesta di archiviazione lo si può leggere qui


Segnalazioni: Lunedì 5 e martedì 6 sono previsti altri due appuntamenti, con regolare nulla osta delle istituzioni dello stato, sempre in via dei Mercanti, con volantinaggio ed esposizione di uno striscione contro il “Lodo” Alfano.
Lunedì, dalle ore 15 alle 19. Martedì, dalle ore 11 alle 20.
Gradita la collaborazione di persone che si alternino allo striscione e ai volantini.

Per i deattagli
cliccare qui

25 settembre 2009

Guerra Tra procure, finisce con un archiviazione il procedimento penale nei confronti dei giudici salernitani

 






Ricordate la famosa guerra tra procure?

Quella culminata con i provvedimento del CSM, confermato dalla cassazione, che ha trasferito i PM Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi De Magistris e addirittura sospeso senza stipendio del Dr. Apicella, causando il blocco delle indagini della procura di Salerno.

Bene il GIP di Perugia ha archiviato il procedimento penale scaturito a seguito di quei provvedimenti, archiviato significa che non c'è nulla di penalmente rilevante.
(qui si può leggere il provvedimento di archiviazione integrale)

Veniamo alle motivazioni:

Non è vero che le perquisizioni sono state effettuate in maniera lesiva e/o offensiva nei confronti della dignità dei perquisiti (ricordate in TV l'indignazione perchè un magistrato aveva subito una perquisizione corporale perchè cercavano una pen-drive che probabilmente aveva addosso) in realtà, scrive il GIP «è stato compiuto ogni sforzo per rendere meno traumatico possibile lo svolgimento dell’incombente in un contesto di comprensibile disagio».

Non è vero che i magistrati Calabresi avevano offerto le copie degli atti che i colleghi Salernitani chiedevano da mesi, è vero l'esatto contrario e quindi il sequestro era doveroso e legittimo.

In fine non è vero che il sequestro degli atti era, come sostenuto dal CSM e dalla cassazione, Preventivo ma probatorio, ovvero servivano ai magistrati Salernitani come prova.

Insomma l'epilogo di questa vicenda dimostra una volta di più come nel nostro Paese il potere cerca in tutti i modi di proteggere se stesso.


Segnalazioni:
Signor Presidente,
 
il Senato ha approvato l’emendamento Fleres alla legge che ha istituito lo scudo fiscale. Se anche la Camera lo approvasse, Lei resterebbe l’ultima difesa.

Firma anche tu l'appello di Bruno Tinti al capo dello stato


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permalink | inviato da SimoneS il 25/9/2009 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 gennaio 2009

La fine dell’indipendenza dei magistrati e della democrazia costituzionale




da Uguale per Tutti

Oggi è stata scritta una delle pagine più buie della storia della magistratura italiana.

Riportiamo qui sotto la notizia con la freddezza di un lancio di agenzia.

Oggi due magistrati sono stati trasferiti e uno è stato addirittura sospeso dallo stipendio (misura che si comminava prima per condotte – E NON PER PROVVEDIMENTI - gravissime come una ipotesi di corruzione o simili) perché hanno scritto un provvedimento giudiziario che non è piaciuto al potere.

Come questo possa essere ritenuto compatibile con gli articoli 101 («i giudici sono soggetti soltanto alla legge») e 107 («i magistrati sono inamovibili») della Costituzione resta un autentico mistero.

Come una qualunque riforma fatta da Berlusconi possa porre l’indipendenza della magistratura in una condizione peggiore di quella in cui l’ha posta questo C.S.M. è un altro mistero.

L’effetto intimidatorio di questi provvedimenti su tutti i magistrati, che da domani, quando uno dei tanti avvocati/onorevoli in giro per i Tribunali o uno dei tanti capi di uffici giudiziari amici di questo o quel potente uomo politico li minacceranno rispetto al possibile contenuto di questo o quel provvedimento, si vedranno passare davanti l’immagine del Procuratore Apicella privato dello stipendio solo per il contenuto di un atto giudiziario da lui approvato, è evidente.

Cosa abbiano in comune con la maggior parte dei magistrati italiani quelli che stanno al C.S.M. e ai vertici dell’A.N.M. (che hanno applaudito sui giornali all’iniziativa del ministro Alfano) è difficile comprenderlo.

Da oggi, comunque, l’indipendenza dei magistrati, che è sempre stata compressa più di ogni altra cosa, non esiste più neppure formalmente.

Della democrazia in questo Paese non è rimasto più niente. Solo vuote parole per imbonire un popolo di sudditi.

E' una notte profondissima. Abbiamo il cuore a pezzi e un dolore profondo nell'anima.

Non siamo stati capaci di difendere ciò per cui tanti sono morti.

Abbiamo tradito tutti i colleghi assassinati per non essersi piegati all'ingiustizia e Giorgio Ambrosoli e Guido Rossa e Vittorio Bachelet e ogni singolo poliziotto e carabiniere caduto in servizio e ogni onest'uomo che ha sacrificato il proprio interesse a quello di tutti.

Ci hanno consegnato un patrimonio di valori pagato con le loro vite e noi abbiamo permesso che fosse buttato via per le brame di potere di pochi.

La storia si incaricherà, come sempre, di farci pagare a caro prezzo questo tradimento.



da Ansa.it del 19 gennaio 2009

ROMA - E’ contenuto in una ventina di righe il dispositivo della decisione con la quale la sezione disciplinare del Csm ha disposto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio del procuratore di Salerno Luigi Apicella e il trasferimento dei suoi colleghi Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, del pg di Catanzaro Enzo Jannelli e del suo sostituto Alfredo Garbati. “La sezione disciplinare del Csm, visti gli articoli 13, secondo comma e 22, primo comma del decreto legislativo 23 febbraio 2006 n. 109, in parziale accoglimento della richiesta del pg presso la Cassazione e del ministro della Giustizia dispone: - la sospensione cautelare facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio nonché il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura del dott. Luigi Apicella, con corresponsione al medesimo di un assegno alimentare nella misura sancita dall’articolo 10, secondo comma del decreto legislativo n. 109 del 2006”; - il trasferimento cautelare provvisorio dei dottori Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, sostituti procuratori della Repubblica presso il tribunale di Salerno all’attuale sede e dalla funzione requirente; - il trasferimento cautelare e provvisorio dei dottori Enzo Jannelli, procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Catanzaro e Alfredo Garbati, sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Catanzaro, dall’attuale sede e dalla funzione requirente”. La sezione disciplinare inoltre “rigetta la richiesta di trasferimento cautelare provvisorio dei dottori Domenico De Lorenzo, sostituto pg presso la Corte di appello di Catanzaro e Salvatore Curcio, sostituto procuratore presso il tribunale di Catanzaro, applicato alla procura generale presso la Corte di appello di Catanzaro”.

17 gennaio 2009

La politica mette le mani sulla Giustizia

 

Il sedicente Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, chiede di cacciare dalla Magistratura il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella  e trasferire i PM Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani.

 

 

I motivi per cui il Ministro della giustizia chiede al CSM di valutare disciplinarmente i giudici di salerno sono: ”assoluta spregiudicatezza, mancanza di equilibrio e atti abnormi nell'ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l'intento di ricelebrare i processi che sono stati a lui avocati”.

In Italia vige la separazione dei poteri, cos’è esattamente?

Uso una metafora di Bruno Tinti: se ci sono due affamati e una pizza sola, l’unico modo che garantisce ad entrambi di avere la stessa quantità di pizza è che uno la tagli e l’altro la divida;

Ovvero il potere esecutivo fa le leggi e quello giudiziario le applica entrambi in piena autonomia.

Una volta stabilito questo concetto mi chiedo, è legittima la richiesta del Ministro della Giustizia?

La risposta è semplicissima, No.

Il potere esecutivo non può sindacare, ne tanto meno discutere nel merito, un provvedimento giudiziario.

Analizzando le motivazioni del Ministro rimango esterrefatto, “atti abnormi”, non esiste un limite massimo nelle motivazioni di un provvedimento.

E ancora, “acritica difesa del PM De Magistris”, ma quale acritica, i PM salernitani non si sono limitati a sostenere le richieste di De Magistris, ma hanno indagato, interrogato molti testimoni per cercare riscontri alle sue denunce.

Nell’atto ci sono le conferme (alle parole di De Magistirs) del Dott. Bruni e del Dott. Mollace, ci sono moltissimi riscontri oggettivi fatti dalla Polizia Giudiziaria, altro che acritica difesa.

Ma la cosa sconcertante è che ammesso (e non concesso) che sia un’acritica difesa, non spetta al Ministro della Giustizia stabilirlo ma agli organi competenti.

In difesa di chi ritiene di aver subito un provvedimento (Es. i PM Calabresi) ingiustamente, i Giudici non sono infallibili dopotutto, il nostro sistema prevede una serie di ricorsi:

Se i PM di Catanzaro non condividono ciò che hanno scritto quelli salernitani nel provvedimento di perquisizione, si possono rivolgere al Tribunale del riesame di Salerno e chiedere che lo annulli.

Se vogliono ribadire il concetto e ritengono che i colleghi abbiano commesso dei reati, si possono rivolgere alla Procura di Napoli (competente su Salerno).

Infine ci sono l’ispettorato del ministero o la procura generale della Cassazione, che sono titolari dell'azione disciplinare, nel caso pensino che i colleghi abbiano mancato da questo punto di vista.

Questa è la strada da percorrere, a sostenerlo sono loro stessi, è notizia di questi giorni ( 9 gennaio 2009) che il Tribunale del riesame di Salerno ha rigettato il ricorso presentato da alcuni imputati (l’ex procuratore Lombardi, accusato di corruzione giudiziaria, la moglie dell'ex procuratore Lombardi e il figlio, Pier Paolo Greco, che era socio di uno dei principali indagati dell'inchiesta Why Not, il senatore di Forza Italia Pittelli, e Antonio Saladino) che chiedevano l’annullamento del provvedimento di perquisizione:”il Tribunale del Riesame di Salerno rigetta le istanze di Riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro e conferma l'impugnato provvedimento. Condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali”.

Spiegazione: il provvedimento di perquisizione è del tutto legittimo quindi i ricorrenti devono risarcire allo stato il lavoro fatto per dimostrarlo.

Questo è il paradosso, il Ministro della Giustizia (che non è competente in materia) chiede che siano puniti i Giudici che hanno emesso un provvedimento giudicato legittimo dal Tribunale del riesame (Competente in materia).

Tutto accade con il silente benestare di associazione Magistrati TV e Giornali.

21 dicembre 2008

Attacco ad Annozero

Basta con i processi mediatici in tv. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso del pranzo con gli eurodeputati azzurri, facendo riferimento alla puntata di Annozero andato in onda ieri sera che lui stesso avrebbe seguito in tv. In particolare il premier, secondo quando riferito da diversi partecipanti, si è soffermato sulla parte in cui due attori in una sorta di fiction recitavano il ruolo del giudice e dell’imputato avendo come testi le intercettazioni alla base delle indagini in corso a Napoli. "È una cosa inaudita -ha detto il premier ai presenti - a cui bisogna porre un rimedio. Nel nostro Paese ci sono tre gradi di giudizio, non è possibile assistere a certe cose" (Il Giornale del 20 dicembre 2008).

Le parole del Presidente del Consiglio sembrano annunciare un azione “a cui bisogna porre un rimedio” nei confronti di Annozero, mentre il fedele Vespa può tranquillamente diffondere nell'etere tutte le intercettazioni che vuole senza temere nulla.

E' proprio vero fare da maggiordomo al Potere paga, in Italia.

13 dicembre 2008

Lettera a Matix (2)

Sig. Mentana,
Torno a scriverle, questa volta in merito alla puntata di Matrix che riguardava la tanto enfatizzata “Guerra tra Procure”.
In quella puntata, che aveva come ospiti il Presidente della ANM Palamara e Massimo Martinelli  il Giornalista che ha scritto La Palude il libro sul malfunzionamento della giustizia, si cercava di far capire al pubblico cosa fosse successo tra le procure di Catanzaro e di Salerno.
Anche questa volta dissento completamente dalla vostra ricostruzione dei fatti, la “Guerra tra Procure” in realtà non c’è stata.
C’è stata invece una procura (Quella di Salerno) competente su quella di Catanzaro che, avendo chiesto più volte i documenti dell’inchiesta Why not alla procura di Cantanzaro senza averle ricevute (nessuno può evitare di esibire documenti all’autorità competente), è andata a prenderseli.
Dal canto suo la Procura di Catanzaro, che non è competente su quella di Salerno, a disposto illegalmente il contro sequestro di detti documenti.
Perché illegalmente?
Qui c’è da definire le competenze, fino al 1998 c’erano le competenze incrociate ovvero, io indago su di te e tu indaghi su di me ( es. Catanzaro su Salerno e Salerno su Catanzaro), poi sono state tolte per evitare “Inciuci” (es. io e te ci mettiamo d’accordo e non ci pestiamo i piedi a vicenda) ora è un terzo, stabilito da una tabella (Tab.1), ad occuparsene.

Come si vede su Salerno è competente Napoli, quindi nel caso in cui i Magistrati Calabresi avessero ravvisato reati nei comportamenti di quelli Campani, avrebbero dovuto fare un esposto alla Procura di Napoli che è competente in materia.
L’obbiezione secondo cui per i reati commessi a Catanzaro è competente Catanzaro è quantomeno ridicola, come può una persona coinvolta in un procedimento occuparsi del procedimento stesso, ecco perché, secondo me, il contro sequestro degl’atti è illegale.
Quale è presumibilmente il “movente” di tutto questo polverone alzato dalla procura di Catanzaro?
Qui è necessario un piccolo accenno alla vicenda De Magistris.
De Magistris,che si occupava di Why Not, è stato trasferito da Catanzaro con accuse di negligenza gravissime da parte dei suoi colleghi.
Accuse che la Procura di Salerno ha archiviato perché inesistenti, ovvero De Magistris ha fatto tutto secondo le regole (compresa l’iscrizione nel registro degli indagati di Mastella e Prodi).
Anche De Magistris ha fatto i suoi esposti alla Procura Competente (Salerno), in questo caso invece di archiviarli la Procura li ritiene fondati e indaga (Come la legge gli impone).
Dopo mesi e mesi di lavoro in silenzio, il 9 gennaio di quest’anno i PM Gabriella Nuzi, Dionigi Verasani il responsabile Luigi Apicella vengono sentiti dal CSM (che deve valutare eventuali provvedimenti disciplinari da prendere) , in quella audizione, che dura ore e ore, vengono descritti fatti gravissimi.
Sul verbale dell’audizione troviamo scritto che De Magistris era costretto a lavorare "in un contesto giudiziario fortemente condizionato da interessi extragiurisdizionali, talvolta illeciti, perché ci sono magistrati legati ad avvocati, imputati".
Il CSM (compreso il Presidente della Repubblica che ne è Presidente) quindi, sa già da gennaio a che punto sono le indagini e quale sarà la strada che prenderanno ma non fa assolutamente nulla.
Si muove solo dopo la perquisizione ordinata dalla Procura Salernitana trasferendo Iannelli (Procuratore Capo di Catanzaro) e Apicella (Procuratore Capo di Salerno) con voto unanime, una decisione decisamente mediatica ma totalmente ingiusta agli occhi di chi le cose le conosce davvero.
Di questo in trasmissione non si è proprio parlato.
Veniamo ora “all’accusa” di abnormità dell’atto di perquisizione, in trasmissione sia lei che il Presidente dell’ANM avete affermato che 1700 pagine per un decreto di perquisizione sono troppe, mi passi il termine ma credo sia veramente un accusa ridicola.
Partiamo dalle  regole, Art. 125, 3° comma, c.p.p. «Le sentenze e le ordinanze sono motivate, a pena di nullità. I decreti sono motivati, a pena di nullità, nei casi in cui la motivazione è espressamente prescritta dalla legge».
Nel caso del decreto di perquisizione è richiesta espressamente la motivazione (art.247, 2° comma, c.p.p.) pena la nullità.
Se l’Art 125 mette sullo stesso piano sentenze, ordinanze e decreti obbligando a motivarle non capisco perché le sentenze possono essere lunghissime e i decreti di perquisizione No.
C’è poi che dice che nei decreti più lunghi di “due pagine” ci sarebbero presenti atti di indagini già compiute minando, da un lato la segretezza delle stesse e dall’altro la Privacy delle persone coinvolte anche indirettamente.
Qui bisogna riflettere su quando un atto può essere pubblicato e quando no, la pubblicazione è vietata e punita sino alla conclusione del dibattimento d’appello (art. 114 c.p.p.).
Esiste però un'altra possibilità, l’art. 329, comma 2, c.p.p. stabilisce che “Quando è necessario per la prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero può, in deroga a quanto previsto dall’articolo 114, consentire, con decreto motivato, la pubblicazione di singoli atti o di parti di essi. In tal caso, gli atti pubblicati sono depositati presso la segreteria del pubblico ministero”, ovvero se il PM ritiene che pubblicare una parte degli atti serva allo scopo lo può fare motivandolo, a maggior ragione lo può fare solo per il contenuto degli stessi.
Una delle contestazioni fatte a De Magistris è proprio di aver pubblicato atti coperti dal segreto, accusa poi archiviata perché non vi è stata nessuna divulgazione ma solamente un indicazione del contenuto in un provvedimento di perquisizione.
La privacy delle persone coinvolte invece, è regolata da apposite norme: che in generale e fatta eccezione per la violazione di specifici divieti, si applicano per stabilire la liceità o illiceità della pubblicazione di una notizia, sulla base dei noti criteri dell’interesse pubblico dei fatti e dei personaggi coinvolti e della continenza verbale nell’esposizione di quei fatti, per questo ritengo assolutamente inconsistenti le affermazioni fatte in trasmissione.
Questo modo di informare è allarmante, molto del pubblico che vi hanno guardato, non essendo in grado di informarsi tramite altri canali, è stato portato a pensare che ci fosse davvero una guerra tra procure e a valutare in modo totalmente univoco gli interventi del CSM e del Presidente della Repubblica.
Colgo l’occasione per informarla che un altro suo collega è entrato a fare parte degl’uomini liberi (fuori da Matrix):
Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della sera che si occupava del “Caso Catanzaro”, il 3 novembre è stato rimosso dall’incarico.
Cito dal suo Blog:” Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico.
Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito.”  
Siamo sempre di più.
Lo so voi non mollerete mai… ma nemmeno noi.




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permalink | inviato da SimoneS il 13/12/2008 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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