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28 luglio 2010

Balle in prima pagina


Dopoaver letto (sulblog di Beppe e non solo) losquallido articolo con cui Il Giornale di famiglia cerca diinfangare la moralità del MoVimento 5 stelle Emilia Romagna hodeciso di chiamare la redazione de Il Giornale.

Dopo aver fatto notare che i miei commenti su "Il Giornale.it" nonostante le mie lamentele continuano ad essere censurati ho cercato risposte in merito alle flasità pubblicate.

Esattamentecome mi è accaduto con il TG1, non ho trovato nessuno disposto a"sbottonarsi" sono una serie di non so che dirle devechiamare di qua, deve chiamare di la, ci mandi una e-mail con larichiesta di rettifica ecc ecc; un muro di gomma insomma.

Questonon è giornalismo è servilismo, mi fate pena per davvero.


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permalink | inviato da SimoneS il 28/7/2010 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

6 febbraio 2010

De Magistris risponde a Il Giornale


Nulla di nuovo sotto il sole, il metodo è sempre lo stesso, visto che l'immagine di Papi è completamente ricoperta di fango impossibile da rimuovere (perchè trattasi di verità), il Giornale di famiglia si inventa un po di fango da gettare in faccia agli avversari politici.

Oltre a Di Pietro (bersaglio preferito), lunedi 5 tocca a Luigi De Magistris, “così prendono il volo gli sprechi di De Magistris” ( Per leggerlo clicca qui).

Con questo titolo Alessandro Caprettini cerca di far credere ai lettori che De Magistris per andare a Bruxelles, invece di usare i voli Low Cost si serve di jet privati.

La reatà è un po diversa, innanzitutto i voli non sono per Bruxells ma per Strasburgo e poi non sono jet Privati ma voli organizzati per risparmiare denaro.

Ma lasciamo alle parole di Luigi De Magistris la spiegazione:

Il Giornale - la voce servile del padrone che governa il nostro Paese - pubblica oggi (5-2-2010) le ennesime falsita' sul mio conto. Nulla di nuovo sotto al sole.
Per prima cosa il famoso "jet privato" di cui mi sono avvalso - che altro non è che un comunissimo charter - non è ad uso esclusivo dei deputati IdV ma è utilizzato anche da colleghi appartenenti agli altri gruppi politici.
In secondo luogo, contrariamente a quanto scritto nell'articolo, questi voli vengono organizzati solo ed esclusivamente per Strasburgo e non per Bruxelles.
Niente privilegi di casta, quindi, ma solo una scelta di buon senso. Dovendomi recare a Strasburgo una volta al mese, infatti, questo charter non solo mi consente di fare due tratte al posto di tre (partendo da Lamezia dovrei fare scalo prima a Roma e poi a Parigi o Nizza prima di raggiungere Strasburgo), ma soprattutto fa risparmiare alle casse del Parlamento europeo e quindi ai cittadini contribuenti, dal momento che il costo del biglietto di questo charter costa circa 400 euro in meno che un volo di linea normale. Ed il prezzo e' nettamente inferiore a quello indicato dal quotidiano del padrone.
Ci tengo poi a precisare che, sempre contrariamente a quanto scritto nell'articolo, il volo non viene organizzato se non ci sono minimo 14 passeggeri, quindi in 8 non si vola!
Insomma, niente a che vedere con la pratica legalmente permessa fino alla passata legislatura (luglio 2009) nella quale molto deputati europei prendevano voli "low cost" (che non fanno scalo a Strasburgo ma bensì a Basilea) e si facevano rimborsare dal Parlamento dei biglietti "business" intascandosi così la differenza . Oggi tutti i deputati sono, invece, rimborsati sulle spese reali sostenute.
Niente privilegi di casta ma solo una scelta di risparmio per le finanze pubbliche, più comodo a titolo personale e, se proprio vogliamo dirla tutta, più rispettosa dell'ambiente, visto il risparmio di emissioni di CO2 nell'atmosfera dovute al minor numero di scali e alla non necessità di spostamenti intermedi in automobile.”
(www.luigidemagistris.it)

Un consiglio ai giornalisti de Il Giornale, invece di inventare spazzatura sugli avversari politici per nascondere quella del padrone, cercate di fare il vostro lavoro.

28 dicembre 2009

Cos'è il concorso esterno in associazione mafiosa


Il motivo che mi ha portato a infilarmi in tecnicismi giuridici sono le considerazioni che parte della stampa fa sul reati di concorso esterno in associazione mafiosa.

Su Il Giornale Paolo Granzotto lancia  affermazioni decisamente importanti e, se fossero vere, sarebbero preoccupanti perchè dimostrerebbero che Berlusconi è vittima di una persecuzione.

Granzotto, a proposito delle dichiarazioni di Spatuzza che hanno causato la riapertura delle indagini sulle stragi del 94, ritiene che Berlusconi dopo essere riuscito a far valere le proprie ragioni in tutti i processi fin'ora affrontati (qui ci sarebbe molto da ridire), qui non sarebbe in grado di farlo in questo processo (ammesso che verrà indagato) in quanto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è: “una mostruosità giuridica che non compare nel nostro Codice penale (e in nessun altro codice al mondo, nemmeno in quello in vigore in Cambogia al tempo di Pol Pot o nell’Uganda di Idi Amin Dada). Un capo d’accusa così indeterminato, così ambiguo e astratto da consentire all’accusa di interpretarlo e applicarlo a piacimento, facendone un affilato strumento persecutorio....il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato che non esiste e dall’accusa di aver commesso un reato che non esiste è impossibile difendersi”.



Cos'è il concorso esterno in associazione mafiosa?

Per prima cosa dobbiamo mettere bene in chiaro i ruoli, la nostra Costituzione stabilisce che la magistratura si deve occupare delle leggi e il Parlamento di farle, entrambi devono rispettare i limiti posti dalla costituzione stessa.

Il parlamento, quindi, attraverso le leggi deve stabilire modelli comportamentali da considerare reati (fatti tipici)

La Magistratura quindi deve stabilire attraverso le sentenze se queste i fatti so sono realmente concretizzati in reato.

Fin qui nessun problema, la legge stabilisce i fatti tipici e i magistrati li puniscono e se ci trovassimo di fronte ad un fatto atipico?

Esempio, pensiamo a Tizio, gestore di una bottega di ferramenta, il quale, avendo ricevuto da Sempronio le chiavi del suo appartamento per la duplicazione, ne fa una copia che, dietro compenso, consegna a Caio, il quale, a sua volta, in un periodo di assenza di Sempronio, si introduce nell’appartamento di quest’ultimo asportando i valori custoditi al suo interno.

Caio ha chiaramente messo in atto il fatto tipico di “Furto in abitazione”, non ha realizzato nessun fatto tipico ma ha fornito un contributo fondamentale per la realizzazione del reato.

La risposta a problemi come questo è all'interno del codice penale, parlo del Art. 110: Quando piu' persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita.”.

Tecnicamente si dice che l'art 110 svolge una funzione estensiva, ovvero combinato con gli articoli che definiscono il singolo reato estende la punibilità a elementi esterni.

L'art. 416 bis punisce “chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso”, facciamo un altro esempio: Tizio e Caio danno vita ad un’associazione di tipo mafioso, impegnata in varie attività quali estorsioni, commercio di stupefacenti ecc.

Ipotizziamo che i due conoscano il Giudice Sempronio e si rivolgano a lui tutte le volte che hanno bisogno e che lui, sapendo dell'esistenza di questa associazione, si adoperi per fornire l'aiuto richiesto.

Tizio e Caio risponderanno per associazione Mafiosa,

Sempronio, pur contribuendo in modo fondamentale alla vita del sodalizio, non ne fa parte applicando solo l'art 416 bis non può essere incriminato; la fa franca quindi?

No, anche qui ci viene in soccorso l'art 110 cp , combinandolo con il 416 estende la punibilità a tutti colo che, pur non facendo parte dell'associazione mafiosa, contribuiscono consapevolmente alla sua vita ( concorso esterno in associazione mafiosa quindi).

Mi scuso ancora per i tecnicismi usati in questo articolo ma era l'unico modo per spiegare come gli House organ del potere cercano di confondere le idee alle persone, qualcuno lo dica a Granzotto così magari si vergogna di quello che ha scritto.

23 dicembre 2009

Il Giornale: I rischi delle scorie nucleari non ci sono


clicca qui per vedere la seconda parte


I rischi delle scorie nucleari, tutte bufale.

Con questo titolo Il Giornale di famiglia tenta di difendere l'energia nucleare, Franco Battaglia, autore del pezzo, cerca di convincere i lettori che la durata della radioattività delle scorie è un pregio “Chi la dice non capisce che è, questo, un pregio e non un difetto dei rifiuti radioattivi: la pericolosità dei rifiuti radioattivi diminuisce nel tempo, fino ad esaurirsi del tutto”.


Battaglia paragona le scorie nucleari ai rifiuti tossici che produciamo ogni giorno.

Il paragone è condivisibile, quello che non condivido è la necessità di aggiungere altri rifiuti tossici a quelli che già produciamo.

I pezzi forti dell'articolo sono la produzione e lo stoccaggio delle scorie, secondo Battaglia le centrali nucleari producono pochissime scorie e basta trovare un posto giusto per stoccarle per dimenticarcele.

Peccato che questo ferratissimo giornalista non capisca che non esiste un posto dove stoccare le scorie in sicurezza per tutta la durata della radioattività.

Lo spiega Michele Boato nell'intervista, quando i siti di stoccaggio perderanno la loro sicurezza le scorie all'interno cominceranno a contaminare le aree circostanti, avvelenando il futuro dei nostri figli.

Il vero motivo per cui si vogliono costruire centrali nucleari è solo economico: Gestione degli appalti e dello smaltimento dei rifiuti.

Se invece riducessimo al massimo gli sprechi di energia e cominciassimo a produrre energia attraverso le fonti rinnovabili, non dovremmo ricorrere all'energia nucleare facendo a meno anche di quelle poche scorie che hanno il “pregio di diminuire la propria radio attività in centinaia di anni”

io non voglio avvelenare il futuro dei miei figli


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permalink | inviato da SimoneS il 23/12/2009 alle 22:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

23 novembre 2009

Alfano il bugiardo: Inchieste su Berlusconi solo dopo il 1994

L'ultima bugia del Ministro Alfano:"Nessuno è riuscito a rispondere alla domanda su come mai tutte le inchieste si siano concentrate su Berlusconi dal 1994 in poi." (Il giornale 23 novembre 2009)

Non è vero che nessuno l'ha smentita, o meglio in TV (visto che la verità in TV non passa) non è stata fatta passare ma in rete la verità passa e come.

Tanto per ripetere una volta di più, elenco tutti i procedimenti a carico di Berlusconi nati prima della sua discesa in campo, tanto che “Altri commentatori affermano invece che la fondazione fulminea di un nuovo partito, Forza Italia, sarebbe stata solo un metodo per evitare la bancarotta o addirittura il carcere grazie alle cosiddette leggi ad personam varate dai governi da lui presieduti (Wikipedia)”.

Veniamo ai dettagli:

1979, Berlusconi riceve una visita della Guardia di finanza negli uffici della Edilnord S.a.S. Intestata a Umberto Previti, il cavaliere afferma di essere solo un consulente esterno addetto alla progettazione di Milano 2 ma in realtà Berlusconi era proprietario unico della Edilnord.

I Finanzieri Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo (iscritto alla loggia P2 insieme a Berlusconi) e Alberto Corrado, nonostante riscontrino delle anomalie nei rapporti tra Berlusconi e alcuni misteriosi soci Svizzeri archiviano cosi l'ipsezione.

E' solo un caso ma Berruti fa carriera, entra a lavorare in Finivest come avvocato viene poi arrestato (1985) nello scandalo Icomec (assolto) torna in cella nel 1994 (insieme a Corrado) per il depistaggio dell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza.

Oggi è deputato del PDL e condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento.

1987, Berlusconi a seguito di un articolo di Epoca sulla sua iscrizione alla P2, querela il giornale: "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo [...] Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta".

I giornalisti, tutti assolti, presentarono a loro volta una controquerela per falsa testimonianza, il 22 luglio 1989 Gabriele Nigro firmò una Sentenza istruttoria di non doversi procedere perché il fatto non costituisce reato.

Sentenza impugnata davanti alla Sezione istruttoria della Corte d'Appello di Venezia che, nel 1990, dichiara il reato contestato commesso ma estinto per amnistia (varata pochi mesi prima).

1983, i telefoni di Berlusconi furono messi sotto controllo in un indagine per traffico di droga , indagine poi archiviata.

Il famoso avviso di garanzia ricevuto al seguito del rinvio a giudizio per concorso in corruzione (la famosa inchiesta alla Guardia di finanza da cui è uscito assolto anche grazie alle dichiarazioni di Mills) fa riferimento ad indagini iniziate nel 1991 (Mondadori), 1992 ( Mediolanum) e 1994 (Tele+).

Alfano sembra ripetere come un pappagallo le affermazioni del suo padrone, Berlusconi, infatti, ha più volte ribadito la stessa cosa arrivando addirittura a denunciare i giudici di Milano per “attentato ad organo istituzionale”, nelle motivazioni dell'archiviazione della denuncia si legge: “Risulta dall'esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle prospettazioni del denunciante, le iniziative giudiziarie [...] avevano preceduto e non seguito la decisione di "scendere in campo” (Carlo Bianchetti, Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Brescia 15 maggio 2001)

Un Ministro di cotanta caratura si dovrebbe vergognare di andare in giro a dire tutto queste falsità.

Nel prossimo post analizzeremo anche le altre affermazioni del Ministro riportate da Il Giornale di famiglia.


P.S. Il mio commento all'articolo de Il Giornale non è stato pubblicato

17 novembre 2009

Il Giornale colpisce ancora...


Oggi su Il Giornale.it appare un articolo cortissimo a firma “Redazione” dal titolo; Usa, via allo scudo fiscale Stretta sui contribuenti: "E' la fine di un'epoca".

All'intero il nostro giornalista (Redazione) parla in modo strumentale dello scudo fiscale negli Stati Uniti in questi termini: I titolari dei conti offshore hanno ricevuto dall’amministrazione un termine entro cui devono volontariamente rivelare i rispettivi dati, versando al Fisco le somme dovute con sanzioni pecuniarie ridotte e nella maggioranza dei casi con la garanzia di non subire procedimenti penali...”

Come al solito, per confondere le idee ai lettori, gli scudieri del padrone raccontano le cose a metà; tra il nostro scudo e quello Americano ci sono differenze sostanziali.

La prima differenza sta nel nome, quello USA si chiama “voluntary disclosure of offshore accounts” ovvero svelamento volontario di conti esteri.

L'agenzia delle entrate USA scrive chiaramente che intende acquisire informazioni su chi esporta capitali all'estero sull'entità del fenomeno e sulla locazione de conti; insomma tutti elementi necessari per condurre indagini in futuro ( insomma chiudere la stalla prima che altri buoi scappino).

Il provvedimento Italiano si chiama invece “scudo” perchè chi si avvale della possibilità di far rientrare i soldi “offshore” (dichiarando alla Banca in cui li versa che si avvale sello scudo fiscale), lo fa in modo del tutto anonimo e l'agenzia delle entrate non viene informata di nulla.

Il giorno in cui l'amministrazione finanziaria scopre che sui quei soldi non sono state pagate le tasse e ne chiede il pagamento, l'evasore può esibire la dichiarazione fatta alla Banca e farsene Scudo penale e civile, come se il nostro paese non volesse in nessun modo arginare il fenomeno.

L'altra grande differenza è che nel provvedimento USA non previsto nessun condono, sui soldi denunciati gli Americani dovranno pagare le tasse sugli interessi presunti (l'unica somiglianza con il nostro è che anche loro presumono il 2% annuo), si pagano poi le imposte su questa somma e una sanzione, non c'è obbligo di rimpatrio ma solo di denuncia.

Se la provvista per l'esportazione deriva da somme occultate al fisco, ovvero se i soldi nei conti esteri derivano da una frode fiscale, il contribuente autosvelato dovrà pagare le tasse anche su tale somma.

L'immunità, nel provvedimento Statunitense, non è lo scopo del provvedimento ma un metodo per invogliare la denuncia assumendosi però le responsabilità economiche; proprio come il nostro scudo fiscale vero?

Non ne perdono una, ogni occasione è buona per i Berluscones per confondere le idee agli Italiani in modo da renderli incapaci di decidere con cognizione.


Fonte: Lavoce

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