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6 febbraio 2010

De Magistris risponde a Il Giornale


Nulla di nuovo sotto il sole, il metodo è sempre lo stesso, visto che l'immagine di Papi è completamente ricoperta di fango impossibile da rimuovere (perchè trattasi di verità), il Giornale di famiglia si inventa un po di fango da gettare in faccia agli avversari politici.

Oltre a Di Pietro (bersaglio preferito), lunedi 5 tocca a Luigi De Magistris, “così prendono il volo gli sprechi di De Magistris” ( Per leggerlo clicca qui).

Con questo titolo Alessandro Caprettini cerca di far credere ai lettori che De Magistris per andare a Bruxelles, invece di usare i voli Low Cost si serve di jet privati.

La reatà è un po diversa, innanzitutto i voli non sono per Bruxells ma per Strasburgo e poi non sono jet Privati ma voli organizzati per risparmiare denaro.

Ma lasciamo alle parole di Luigi De Magistris la spiegazione:

Il Giornale - la voce servile del padrone che governa il nostro Paese - pubblica oggi (5-2-2010) le ennesime falsita' sul mio conto. Nulla di nuovo sotto al sole.
Per prima cosa il famoso "jet privato" di cui mi sono avvalso - che altro non è che un comunissimo charter - non è ad uso esclusivo dei deputati IdV ma è utilizzato anche da colleghi appartenenti agli altri gruppi politici.
In secondo luogo, contrariamente a quanto scritto nell'articolo, questi voli vengono organizzati solo ed esclusivamente per Strasburgo e non per Bruxelles.
Niente privilegi di casta, quindi, ma solo una scelta di buon senso. Dovendomi recare a Strasburgo una volta al mese, infatti, questo charter non solo mi consente di fare due tratte al posto di tre (partendo da Lamezia dovrei fare scalo prima a Roma e poi a Parigi o Nizza prima di raggiungere Strasburgo), ma soprattutto fa risparmiare alle casse del Parlamento europeo e quindi ai cittadini contribuenti, dal momento che il costo del biglietto di questo charter costa circa 400 euro in meno che un volo di linea normale. Ed il prezzo e' nettamente inferiore a quello indicato dal quotidiano del padrone.
Ci tengo poi a precisare che, sempre contrariamente a quanto scritto nell'articolo, il volo non viene organizzato se non ci sono minimo 14 passeggeri, quindi in 8 non si vola!
Insomma, niente a che vedere con la pratica legalmente permessa fino alla passata legislatura (luglio 2009) nella quale molto deputati europei prendevano voli "low cost" (che non fanno scalo a Strasburgo ma bensì a Basilea) e si facevano rimborsare dal Parlamento dei biglietti "business" intascandosi così la differenza . Oggi tutti i deputati sono, invece, rimborsati sulle spese reali sostenute.
Niente privilegi di casta ma solo una scelta di risparmio per le finanze pubbliche, più comodo a titolo personale e, se proprio vogliamo dirla tutta, più rispettosa dell'ambiente, visto il risparmio di emissioni di CO2 nell'atmosfera dovute al minor numero di scali e alla non necessità di spostamenti intermedi in automobile.”
(www.luigidemagistris.it)

Un consiglio ai giornalisti de Il Giornale, invece di inventare spazzatura sugli avversari politici per nascondere quella del padrone, cercate di fare il vostro lavoro.

15 novembre 2009

La coda dei cani mette in crisi la Camera dei Deputati


Era il 1987 quando il Parlamento di Strasburgo aveva approvato la convenzione Europea sul maltrattamento degli animali che elimina il requisito della crudeltà per il reato di uccisione di animale (ovvero non è più necessaria la crudeltà per essere incriminati) e istituisce il delitto anche quando l'animale è sottoposto ad interventi come il taglio della coda e delle orecchie.

Ventidue anni dopo il nostro parlamento decide di recepirla, in un paese normale sarebbero bastati 5 minuti, chi non può essere d'accordo su questa cosa.

Il nostro non è un paese normale si sa e quindi accade di tutto, la partenza è buona il relatore Roberto Antonione ( PDL) spiega ai colleghi “questo provvedimento si inscrive tra quelli che misurano il grado di civiltà di una società”, visto che “per alcuni addirittura la parola ‘animale’ risulta in qualche modo offensiva ” applauso dell'aula.

Dopo che l'onorevole Gianmarco (PDL) ricorda che nel nostro paese ogni anno vengo introdotti clandestinamente migliaia di cuccioli, Borghesi (IDV) afferma che la civiltà del nostro paese è modesta se c'è voluto tutto questo tempo per ratificare una norma come questa, a questo punto la seduta viene sospesa e rimandata a due giorni di distanza.

Giovedi 12 alla ripresa della discussione tutto fa intuire un approvazione veloce invece un emendamento del Leghista Stefano Stefani cambia le carte in tavola : “quella che può sembrare una crudeltà nei confronti degli animali (...) è in realtà un atto di amore per gli animali” parlando dell'amputazione della coda.

I cani da caccia  spesso si feriscono alla coda e per evitare la cancrena la si taglia afferma Stefani, Cimadoro (IDV) gli da ragione, anche io allevo cani da 35 anni, il dibattito si scalda tra sostenitori dell'amputazione e sostenitori della non amputazione, roba da cabaret.

Alla fine si mette ai voto il rinvio del DDL e la Camera lo approva, non sono riusciti nemmeno a mettersi d'accordo su una norma che in un paese civile sarebbe stata approvata in 5 minuti. (Leggi qui l'intero dibattito)

Siamo proprio messi male ci vogliono vent'anni per discutere una norma come questa e nemmeno riusciamo a trovare un accordo che delusione.

Leggi qui il lavoro fatto dalla commissione prima di andare in aula




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