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17 novembre 2009

Il Giornale colpisce ancora...


Oggi su Il Giornale.it appare un articolo cortissimo a firma “Redazione” dal titolo; Usa, via allo scudo fiscale Stretta sui contribuenti: "E' la fine di un'epoca".

All'intero il nostro giornalista (Redazione) parla in modo strumentale dello scudo fiscale negli Stati Uniti in questi termini: I titolari dei conti offshore hanno ricevuto dall’amministrazione un termine entro cui devono volontariamente rivelare i rispettivi dati, versando al Fisco le somme dovute con sanzioni pecuniarie ridotte e nella maggioranza dei casi con la garanzia di non subire procedimenti penali...”

Come al solito, per confondere le idee ai lettori, gli scudieri del padrone raccontano le cose a metà; tra il nostro scudo e quello Americano ci sono differenze sostanziali.

La prima differenza sta nel nome, quello USA si chiama “voluntary disclosure of offshore accounts” ovvero svelamento volontario di conti esteri.

L'agenzia delle entrate USA scrive chiaramente che intende acquisire informazioni su chi esporta capitali all'estero sull'entità del fenomeno e sulla locazione de conti; insomma tutti elementi necessari per condurre indagini in futuro ( insomma chiudere la stalla prima che altri buoi scappino).

Il provvedimento Italiano si chiama invece “scudo” perchè chi si avvale della possibilità di far rientrare i soldi “offshore” (dichiarando alla Banca in cui li versa che si avvale sello scudo fiscale), lo fa in modo del tutto anonimo e l'agenzia delle entrate non viene informata di nulla.

Il giorno in cui l'amministrazione finanziaria scopre che sui quei soldi non sono state pagate le tasse e ne chiede il pagamento, l'evasore può esibire la dichiarazione fatta alla Banca e farsene Scudo penale e civile, come se il nostro paese non volesse in nessun modo arginare il fenomeno.

L'altra grande differenza è che nel provvedimento USA non previsto nessun condono, sui soldi denunciati gli Americani dovranno pagare le tasse sugli interessi presunti (l'unica somiglianza con il nostro è che anche loro presumono il 2% annuo), si pagano poi le imposte su questa somma e una sanzione, non c'è obbligo di rimpatrio ma solo di denuncia.

Se la provvista per l'esportazione deriva da somme occultate al fisco, ovvero se i soldi nei conti esteri derivano da una frode fiscale, il contribuente autosvelato dovrà pagare le tasse anche su tale somma.

L'immunità, nel provvedimento Statunitense, non è lo scopo del provvedimento ma un metodo per invogliare la denuncia assumendosi però le responsabilità economiche; proprio come il nostro scudo fiscale vero?

Non ne perdono una, ogni occasione è buona per i Berluscones per confondere le idee agli Italiani in modo da renderli incapaci di decidere con cognizione.


Fonte: Lavoce

26 luglio 2009

Scudo fiscale, una lavatrice di soldi sporchi



Mai Più condoni disse Tremonti, poi vara lo scudo Fiscale

I condoni sono una cosa del passato, di chi sono queste parole?

Ma di Tremonti naturalmente, le ha pronunciate il 13 marzo 2008 per poi smentirle con l'emendamento, proposto in questi giorni alla Camera, in cui c'è lo scudo fiscale.

Il governo ha annunciato che porrà il voto di fiducia per approvare entro la settimana il decreto anticrisi compreso lo scudo fiscale.

Cosa propone l'emendamento?

Art. 13-bis.

1. È istituita una imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali:
a) detenute fuori del territorio dello Stato senza l'osservanza delle disposizioni del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni;
b) a condizione che le stesse siano rimpatriate in Italia da Paesi extra UE, nonché regolarizzate, ovvero rimpatriate, perché in essere in Paesi dell'Unione europea. (leggilo tutto)

Traduciamo, chiunque abbia accumulato soldi all'estero per non pagarci le tasse, potrà farli rientrare pagando una tassa del 5%.

Ad una prima analisi può sembrare una buona cosa ma, approfondendola, ci si rende conto che si da, come già avvenuto anni fa, la possibilità di lavare soldi sporchi con l'aiuto dello stato.

...Il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell'imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale.

Ovvero, il pagamento del 5% garantisce all'evasore/trafficante che lo stato non potrà in nessun modo rivalersi nei suoi confronti per il modo con cui ha accumulato quel denaro.

Facciamo un esempio, tizio accumula per anni denaro all'estero con il traffico di armi e droga ora, con lo scudo fiscale, paga un piccolo Pizzo (5%) allo stato e trasforma denaro sporco in denaro utilizzabile senza problemi (se non è un condono questo).

Senza considerare che molti di quelli che hanno soldi all'estero potrebbero decidere di non denunciarli in attesa di condoni con una tassa più bassa; dopotutto da noi se ne fa uno all'anno.

Alcuni potrebbero obbiettare che non tutti quelli che si avvarranno dello scudo fiscale sono trafficati, molti potrebbero essere semplici evasori fiscali.

In realtà un alternativa molto più selettiva esiste, il Blog di Travaglio/Gomez/Corrias ne parla da tempo, si chiama tassa patrimoniale.

Basterebbe istituire una tassa del 3 per mille sui patrimoni che superano i 5 milioni euro di reddito.

Questa soluzione garantirebbe un introito di circa 10 milioni euro contro i 3 e mezzo dello scudo fiscale e soprattutto non è una lavatrice di denaro sporco, allora perchè il governo non va da questa parte?

Forse perchè colpirebbe i sostenitori dell'attuale maggioranza?

Lascio ai lettori le valutazioni.


PS. nel maxi emendamento al decreto anticrisi è compresa la sanatoria per le badanti (Art. 1bis)

Segnalazioni:

Ecco come i giornali stranieri vedono lo scudo fiscale


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