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31 agosto 2009

La Repubblica del ricatto



L’Italia?

La Repubblica del ricatto, un paese in cui le commissioni parlamentari vengono utilizzate per accusare gli avversari Politici ( Commissione Telekom – Serbia e commissione Mitrokin) falsificando le prove.

Il Paese in cui il Sismi (servizio segreto militare dal 2001-2006) intercetta e pedina centinaia di magistrati, giornalisti e politici del centrosinistra con lo scopo di intimidirli e screditarli attraverso campagne stampa e manovre di disinformazione.

Per 5 anni il più grande servizio di sicurezza Italiano ha fabbricato e messo in circolazione notizie false per infangare il nome di Prodi, Fassino, Dini ed altri esponenti politici del Centrosinistra, mettendosi, di fatto, al servizio di una parte politica.

Tutti ricorderanno la collaborazione con il SISMI di Renato Farina (in arte Betulla), all’epoca giornalista di Libero, che pubblicava notizie false, dietro compenso, con lo scopo di depistare l’indagine sul rapimento di Abu Omar.

Per quei fatti Farina è stato condannato a 6 mesi di reclusione commutata in 6.800 € di multa.

Questo è lo stile Berlusconi scovare e, se non ci sono inventare, notizie che costringano gli avversari a difendersi in continuazione e per farlo c’è bisogno di fidi soldati.

L’ultimo in ordine di tempo è Vittorio Feltri, messo alla guida del Giornale per questo motivo, si è messo subito al lavoro e ha cominciato a sparare a zero su tutti quelli che attaccano il padrone.

Ha attaccato il direttore di Repubblica reo di aver posto a Berlusconi 10 domande a cui non può rispondere.

L’attacco più duro, però,  è rivolto direttore di Avvenire, reo di aver consigliato, dopo anni di silenzi sui rapporti tra Berlusconi e la mafia,  al Presidente del Consiglio di darsi una regolata sui comportamenti.

Il Giornale mette in prima pagina una condanna di Boffo, il direttore de L’Avvenire ha patteggiato una pena per aver perseguitato una donna perché lasciasse un uomo che interessava a lui.

La notizia è vera e ha il solo scopo di intimidire L’avvenire, è come se il Giornale avesse detto: “Senti un pò da che pulpito arriva la predica, da un molestatore”, insomma una guerra tra ladri; la strategia è chiara colpirne duramente uno cosi gli altri staranno buoni.

Questa non è informazione questo è puro squadrismo che confonde le idee a chi legge, prepariamoci per di queste bordare ce ne saranno molte altre Feltri è un maestro in disinformazione.

Tutto questo è possibile solo grazie alla debolezza politica della nostra classe dirigente che per anni ha utilizzato il potere per interessi personali.

24 agosto 2009

La Padania, Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo




Siamo nel 1998, e La Padania, avete capito bene, La Padania in prima pagina titola: “Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo”, all’interno Max Parisi articolava le domande (10 non 11) a cui mai nessuno rispose.

Gli articoli al vetriolo del giornale Padano continuarono e Berlusconi fece come minaccia di fare ora con Di Petro, querelò La Padania.

All’epoca però ci fu un colpo di scena, tra Berlusconi e Bossi tornò la pace cosi, in cambio del ritiro della querela La Padania come d’incanto divenne un agnellino e  scomparvero tutte le tracce dagli archivi Web del quotidiano.

Ma La rete non dimentica è bastato un blogger per inchiodarli (qui potete scaricare le scansioni degli originali ).

Sarebbe interessante chiedere al Senatur come mai poco dopo che la Padania cessò le ostilità la Lega formò il governo con quello che poco tempo prima riteneva mafioso.

L’idillio tra i due continua anche tutt’ora ma, l’impressione è che non sia amore ma il frutto di un opportunismo  che ci  sta trasformando in un paese razzista, superficiale e poco credibile agl’occhi del resto del mondo dove queste apparizioni/sparizioni di notizie di solito non accadono.

Non so Voi ma io ho vergogna di questa gente
Per fortuna c’è la rete e i Blogger, l’ultimo baluardo dell’informazione libera.

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