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25 gennaio 2010

Ennesimo delirio di Emilio Fede al TG4


L'edizione è quella delle 19.00 del 17 gennaio 2010, il caso e quello dei tre ragazzi morti in un incidente stradale a Comun Nuovo (BG), il telegiornale (tanto per cambiare) è il TG4.

Emilio Fido direttore del TG4 parla della tragedia in questo modo:”Questi ragazzi tornavano da una festa in discoteca. Lo diciamo, si esce frastornati, quanto meno dalla musica…forse anche dall’alcol e purtroppo forse anche dalla droga. Sono tre vite spezzate che forse con l’attenzione, con la prudenza si potevano evitare”. “Non sappiamo se è questo il caso...”. (guarda qui l'edizione del TG4)

Queste affermazioni sono considerate oscene e vergognose da una ragazza che ha partecipato ai funerali delle vittime, affidando il suo sdegno ad una lettera inviata ad un giornale locale, chiede le scuse pubbliche del direttore del TG4 in quanto ritiene infangata la memoria di quei ragazzi attraverso una ricostruzione del tutto personale dei fatti.

Sono una ragazza di 25 anni di Bergamo che purtroppo ha assistito ai funerali dei ragazzi morti nell’incidente avvenuto a Comun Nuovo nella notte di sabato 16/01/2010...”

Insomma, ci risiamo il Megadirettore Emilio Fido propone agli ascoltatori del TG4 una ricostruzione del tutto personale alla vicenda che non corrisponde alla realtà.

Il metodo è sempre lo stesso utilizzare i Media per far vedere alla gente a casa un Mondo che non c'è per creare un popolo di lobotomizzati.


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permalink | inviato da SimoneS il 25/1/2010 alle 13:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

24 dicembre 2009

Buon Natale




Buon Natale a tutti i disoccupati e a tutti quelli che per colpa del malgoverno e malopposizione si sentono abbandonati.
Auguri anche a chi mette in gioco tutto quello che ha per cambiare questo nostro paese....
Ma sì, auguri a tutti sperando che il Buon DIO faccia tornare un po di sale in zucca  chi ci sta rovinando.


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permalink | inviato da SimoneS il 24/12/2009 alle 17:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

12 dicembre 2009

Il Ministro Fitto considera il rinvio a giudizio una vittoria


Ieri (11 dicembre 2009) Raffaele Fitto, Ministro per gli affari regionali, è stato rinviato a giudizio per Corruzione e finanziamento illecito dal Giudice per l'udienza preliminare Rosa Calia di Pinto su richiesta dei PM Renato Nitti e Lorenzo Nicastro.

La storia risale al 2003, secondo i PM Gianpaolo Angelucci ( patron della Sanità Laziale e dei quotidiani Libero e Il Riformista) avrebbe versato una tangente di 500.000 Euro al partito di Fitto (La Puglia prima di tutto) per ottenere in cambio un appalto di 198 milioni di euro per gestire alcune residenze sanitarie assistite.

La reazione di Fitto è singolare : “L'impianto accusatorio è crollato... “ e ancora: “ una Sentenza che rende finalmente giustizia”.

Innanzitutto non si tratta di una sentenza ma di un rinvio a giudizio, ovvero dopo le indagini i PM hanno portato i risultati al GIP che ha constato l'esistenza dei presupposti per andare a giudizio; un po diverso da quello che dice il Ministro.

Quando parla di impianto accusatorio crollato, Fitto si riferisce al fatto che il rinvio a giudizio è arrivato per Corruzione e finanziamento illecito mentre è stato prosciolto per le accuse di Falso e Associazione per delinquere.

L'inchiesta per falso e associazione per delinquere riguarda azioni atte a favorire La fiorita (società di Dario e Pietro Maniglia rinviati a giudizio) nella concessione di appalti e servizi di enti pubblici e ASL.

Ma la reazione che mi stupisce di più e quella del coordinatore del PDL Biondi:

Il processo politico e mediatico nei confronti di Fitto muore oggi, con la pesante sconfitto di un manipolo di pubblici ministeri, animato da chiaro intento persecutorio. Fitto riuscirà a dimostrare la sua estraneità anche dai reati minori per cui è stato rinviato a giudizio.”

Eccola la vittoria, secondo Bondi e Fitto Corruzione e finanziamento illecito sono reati minori, cosa sarà mai essere rinviati a giudizio per questo.

Questa gente delira non ha la benché minima idea di cosa sia lo stato di diritto, ma glie lo ricordiamo noi, corruzione e finanziamento illecito sono reati gravissimi per un Ministro,  Fitto dovrebbe smetterla di prendere in giro le persone scambiando il rinvio a giudizio per una vittoria; in realtà è una sconfitta!!

12 novembre 2009

Testo DDL "Ammazza Processi"

 
SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA DISEGNO DI LEGGE d'iniziativa dei sen.GASPARRI, QUAGLIARIELLO, BRICOLO, TOFANI, CASOLI, BIANCONI, IZZO, CENTARO, LONGO, ALLEGRINI, BALBONI, BENEDETTI VALENTINI, DELOGU, GALLONE, MAZZATORTA, MUGNAI, VALENTINO Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo


Schema di disegno di legge contenente misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

Articolo 1

(Modifiche alla legge 24 marzo 2001, n. 89)

1. All’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole “Chi ha subito” sono sostituite dalle seguenti: “In attuazione dell’articolo 111, secondo comma, della Costituzione, la parte che ha subito”;

b) al comma 3, la lettera b) è abrogata;

c) dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti:

«3-bis. Ai fini del computo del periodo di cui al comma 3, il processo si considera iniziato, in ciascun grado, alla data di deposito del ricorso introduttivo del giudizio o dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di citazione, ovvero alla data del deposito dell’istanza di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, ove applicabile, e termina con la pubblicazione della decisione che definisce lo stesso grado. Il processo penale si considera iniziato alla data di assunzione della qualità di imputato. Non rilevano, agli stessi fini, i periodi conseguenti ai rinvii del procedimento richiesti o consentiti dalla parte, nel limite di 90 giorni ciascuno.

3-ter. Non sono considerati irragionevoli, nel computo di cui al comma 3, i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma

2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma.

3-quater. Nella liquidazione dell’indennizzo, il giudice tiene conto del valore della domanda proposta o accolta nel procedimento nel quale si assume verificata la violazione di cui al comma 1. L’indennizzo è ridotto ad un quarto quando il procedimento cui la domanda di equa riparazione si riferisce è stato definito con il

rigetto delle richieste del ricorrente, ovvero quando ne è evidente l’infondatezza.

3-quinquies. In ordine alla domanda di equa riparazione di cui all’articolo 3, si considera priva di interesse, ai sensi dell’articolo 100 del codice di procedura civile, la parte che, nel giudizio in cui si assume essersi verificata la violazione di cui al comma 1, non ha presentato, nell’ultimo semestre anteriore alla scadenza dei termini di cui al primo periodo del comma 3-ter, una espressa richiesta al giudice procedente di sollecita definizione del giudizio entro i predetti termini, o comunque quanto prima, ai sensi e per gli effetti della presente legge. Se la richiesta è formulata dopo la scadenza dei termini di cui al comma 3-bis, l’interesse ad agire si considera sussistente limitatamente al periodo successivo alla sua presentazione. Nel processo davanti alle giurisdizioni

amministrativa e contabile è sufficiente il deposito di nuova istanza di fissazione dell'udienza, con espressa dichiarazione che essa è formulata ai sensi della presente legge. Negli altri casi, la richiesta è formulata con apposita istanza, depositata nella cancelleria o segreteria del giudice procedente.

3-sexies. Il giudice procedente e il capo dell’ufficio giudiziario sono avvisati senza ritardo del deposito dell’istanza di cui al comma 3-quinquies. A decorrere dalla data del deposito, il processo civile è trattato prioritariamente ai sensi degli articoli 81, secondo comma, e 83 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, con esclusione della deroga prevista dall’articolo 81, secondo comma, e di quella di cui all’articolo 115, secondo comma, delle medesime disposizioni di attuazione; nei processi penali si applica la disciplina dei procedimenti relativi agli imputati in stato di custodia cautelare; nei processi amministrativi e contabile l’udienza di discussione è

fissata entro novanta giorni. Salvo che nei processi penali, la motivazione della sentenza che definisce il giudizio è limitata ad una concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione si fonda. Il capo dell’ufficio giudiziario vigila sull’effettivo rispetto di tutti i termini acceleratori fissati dalla legge»;

d) In sede di prima applicazione, nei giudizi pendenti in cui sono già decorsi i termini di cui all’articolo 2, comma 3-ter, della legge n. 89 del 2001, l’istanza di cui al comma 3-quinquies dello stesso articolo 2 è depositata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.».

Articolo 2

(Estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole)

«1. Nel codice di procedura penale, dopo l’articolo 346 è inserito il seguente: Art. 346-bis - (Non doversi procedere per estinzione del processo).

1. Il giudice nei processi per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è inferiore nel massimo ai dieci anni di reclusione dichiara non doversi procedere per estinzione del processo quando:

a) dal provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale formulando l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 sono decorsi più di due anni senza che sia stata emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado;

b) dalla sentenza di cui alla lettera a) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata la sentenza che definisce il giudizio di appello;

c) dalla sentenza di cui alla lettera b) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di cassazione;

d) dalla sentenza con cui la Corte di cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento oggetto del ricorso è decorso più di un anno senza che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

2. Il corso dei termini indicati nel comma 1 è sospeso:

a) nei casi di autorizzazione a procedere, di deferimento della questione ad altro giudizio e in ogni altro caso in cui la sospensione del procedimento penale è imposta da una particolare disposizione di legge;

b) nell’udienza preliminare e nella fase del giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il dibattimento sono sospesi o rinviati per impedimento dell’imputato o del suo difensore, ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per assoluta necessità di acquisizione della prova;

c) per il tempo necessario a conseguire la presenza dell’imputato estradando.

518 in nessun caso i termini di cui al comma 1 possono essere aumentati complessivamente per più di tre mesi.

4. Alla sentenza irrevocabile di non doversi procedere per estinzione del processo si applica l’articolo 649.

5. Le disposizioni dei commi 1, 2, 3 e 4 non si applicano nei processi in cui l’imputato ha già riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, o è stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale, e nei processi relativi a uno dei seguenti delitti, consumati o tentati:

a) delitto di associazione per delinquere previsto dall’articolo 416 del codice penale;

b) delitto di incendio previsto dall’articolo 423 del codice penale;

c) delitti di pornografia minorile previsti dall’articolo 600-ter del codice penale;

d) delitto di sequestro di persona previsto dall’articolo 605 del codice penale;

4

e) delitto di atti persecutori previsto dall’articolo 612-bis del codice penale

f) delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’art.4 della legge 8 agosto 1977, n.533, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 625 del codice penale;

g) delitti di furto previsti dall’articolo 624-bis del codice penale;

h) delitto di circonvenzione di persone incapaci, previsto dall’articolo 643 del codice penale;

i) delitti previsti dall’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale;

l) delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale;

m) delitti commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro e delle norme in materia di circolazione stradale;

n) reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo

25 luglio 1998, n.286;

o) delitti di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti previsti dall’art. 260, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.

6. In caso di dichiarazione di estinzione del processo, ai sensi del comma 1, non si applica l’articolo 75 comma 3. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini a comparire di cui all’art. 163 bis del codice di procedura civile sono ridotti della metà, e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all’azione trasferita.

7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando l’imputato dichiara di non volersi avvalere della estinzione del processo. La dichiarazione deve essere formulata personalmente in udienza ovvero è presentata dall’interessato personalmente o a mezzo di procuratore speciale. In quest’ultimo caso la sottoscrizione della richiesta deve essere autenticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3.».

Articolo 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

2. Le disposizioni dell’articolo 2 si applicano ai processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, ad eccezione di quelli che sono pendenti avanti alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione.».


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permalink | inviato da SimoneS il 12/11/2009 alle 20:10 | Versione per la stampa

11 novembre 2009

Il Comfort della sicurezza




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6 novembre 2009

Salvatore Borsellino risponde a Gasparri


Clicca qui per vedere la seconda parte


L'ultima sparata di Tom Tom Gasparri è arrivata come un fulmine a Ciel sereno.

Ospite alla consegna del premio Paolo Borsellino ( premio non riconosciuto dalla famiglia Borsellino), quando una ragazza del movimento delle agende rosse gli consegna un foglio con dieci domande (leggile qui) lui, dopo aver cercato di evitarla, lo prende e dice:” lo prendo ma non lo leggerò... lei è troppo giovane per saperlo ma Paolo Borsellino disitimava suo fratello”.

Da una persona piccola come Gasparri non ci si poteva aspettare un granchè, Salvatore Borsellino ha deciso di querelarlo, vediamo se Tom Tom anche questa volta si difenderà dietro l'articolo 68 della costituzione come ha già fatto con la Forleo (smentito poi dalla core costituzionale) oppure si difenderà in tribunale.

Abbiamo incontrato Salvatore Borsellino che ha risposto a tono a Gasparri, un video tutto da vedere.

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dicembre