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28 settembre 2008

L’Italia è al 55° posto in classifica tra i paesi meno corrotti al Mondo

 
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Secondo la Trasparency International, una coalizione mondiale contro la corruzione, l’Italia è al 55° posto (pari merito con le Seychelles) in una classifica dei Paesi meno corrotti al mondo nel settore pubblico. (il Paese meno corrotto è la Danimarca al 1° posto)

Viviamo nel Paese in cui il capo del governo, accusato di Corruzione in atti giudiziari, si costruisce su misura uno scudo spaziale (lodo Alfano) che lo rende immune da qualsiasi condanna.

In parlamento siedono 70 persone divise tra: condannati, prescritti, imputati e rinviati a giudizio,  la cosa più allarmante è che lo stesso stile di vita è adottato dalle amministrazioni locali (vedi il caso Del Turco e della Sig.ra Lonardo/Mastella).

Queste persone rappresentano solo se stesse, si sono auto eletti e si fanno gli affari loro liberamente.

Per non smentire la propria fama il Governo sta preparando un’altro “Scudo spaziale” (per i Ministri questa volta), con un disegno di legge presentato dal deputato Giuseppe Consolo ( PDL, condannato a 6 mesi per violazione del diritto d’autore e frode in pubblico concorso).

Il “Lodo consolo” , fatto di poche righe, rende obbligatoria l’autorizzazione a procedere anche per i reati che per il tribunale dei Ministri non meritano la copertura Istituzionale e che, stando alle regole attuali, possono essere valutati e investigati dalla magistratura senza autorizzazione alcuna.

Per un “Incredibile” coincidenza il Ministro dei trasporti Matteoli, di cui Consolo è avvocato difensore, è accusato di Rivelazione di segreti e favoreggiamento, il procedimento iniziato nel 2003  in attesa, su richiesta della Camera ai tempi di Bertinotti, che la corte costituzionale si pronunci, con l’avvento del Lodo Consolo vedrebbe probabilmente la sua morte.

Il Min. Matteoli, secondo i magistrati, avrebbe informato il Prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto che c’era un indagine nei suoi confronti riguardante alcuni abusi edilizi sull’Isola D’Elba (l’inchiesta sul mostro di Procchio).

Un volta informato il prefetto ha potuto inquinare la prove, avrebbe addirittura indotto Umberto Coppetelli (costruttore) a distruggere un computer in cui c’erano dei contratti riguardanti delle case vendute a prezzo stracciato al prefetto stesso.

Destinatari di case a prezzo stracciato sono anche il vice prefetto Giuseppe Pesce e il Gip Germano Lamberti che (ndr per riconoscenza) ha respinto una richiesta di sequestro preventivo di un cantiere, denuncia effettuata dal Corpo forestale dello Stato.

Insomma passano le legislature ma la storia non cambia, l’unico modo per non farci prendere per in giro  è informarci e passare parola!

Scarica "La Pillola Rossa" n°31

Segnalazione:
è disponibile il video del Consiglio comunale di Rho del 23/09/08

Il Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione per gli arresti domicilari nei confronti del Senatore Nicola di Girolamo (PDL) accusato di aver falsamente dichiarato di risiedere in Belgio per potersi candidare nel collegio degli Italiani all'Estero


20 settembre 2008

Il cabarettista mascherato, Angelino Alfano

 


         (clicca l'immagine)

Ci risiamo, dobbiamo tornare a parlare del cabarettista mascherato (Angelino Alfano), le sue ultime dichiarazioni sulle soluzioni che ha escogitato per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri sono qualcosa di straordinario.

Ma come non è appena stato fatto un Indulto bipartisan?

Ah già quello serviva per evitare a Previti gli arresti domiciliari, a costo di liberare contemporaneamente migliaia di delinquenti (circa 50.000).

Più di un terzo sono gia tornati in carcere, quelli che sono in libertà saranno tornati alle vecchie abitudini?

Il Mago Angelino ha le soluzioni in tasca: Espellere gli extracomunitari detenuti e applicare il braccialetto elettronico ai condannati a pene basse o a chi deve scontare gli ultimi periodi, cosi da poterli liberare tenendoli sotto controllo.

“In Italia abbiamo troppi detenuti!!” si si, avete sentito bene ha detto troppi detenuti.

Ma cosa significa!!!!, in carcere ci sono quelli che riusciamo a “beccare” ne troppi ne troppo pochi, casomai mancano i posti dove mettere tutta questa gente.

La popolazione carceraria del nostro paese si aggira intorno a 60.000 unità (75.000 previste nei prossimi anni) contro 40-45.000 posti a disposizione, considerando che la maggior parte dei processi termina con la prescrizione, se la giustizia fosse messa in condizione di funzionare davvero, nel giro di pochissimo tempo avremo un esplosione delle carceri (altro che troppi).

Se ci confrontiamo con altri Paesi scopriamo delle cose incredibili per esempio, La Gran Bretagna celebra trecentomila processi l’anno e ha una popolazione carceraria di circa 60.000 detenuti, noi celebriamo 3.000.000 di processi l’anno e abbiamo la stessa popolazione carceraria, tirate voi le conclusioni.

Torniamo al nostro mago Angelino, non sa o forse fa finta di non sapere, che le soluzioni che ha pensato sono già state provate anni fa con un esito decisamente scadente (ma perché deve prenderci in giro!!!).

Il pioniere del braccialetto elettronico fu il Min. Bianco nel 2002, sperimentazione di cui nessuno a mai saputo gli esiti.

Nel 2003 arriva un’altra mente sopraffina, il Ministro Castelli (governo Berlusconi II), anche lui pensa al braccialetto elettronico e ne testa 400 (per la modica cifra di 11 milioni di Euro), il risultato è eccezionale, un detenuto su tre è evaso subito facendo perdere le tracce, tant’è che la sperimentazione viene sospesa prima della scadenza del mandato elettivo (2005).

I braccialetti utilizzati fino ad ora non hanno il collegamento satellitare, sono collegati con una centralina al telefono (la convenzione con la Telecom fa parte delle spese) come se fosse un normale telefono senza fili di casa, insomma se il detenuto decide di andarsene nessuno sarà in grado di capire dove è finito (fantastico vero!!), Angelino vuole mettere questo “aggeggio” a 8.000 persone (per la modica cifra di 15 mliardi di Euro).

Viene da dire perché non usare quelli con il collegamento satellitare allora, la risposta è semplice, ci costerebbe molto di più e noi non abbiamo nemmeno gli occhi per piangere.

L’altra magia è quella di espellere i detenuti extracomunitari, come si fa: si prendono e si accompagnano alla frontiera.

Appena liberi tornano indietro è ovvio, soprattutto se sono inseriti in associazioni criminali.

Se si riprendono e gli si chiede “perché non te ne sei andato” la risposta potrebbe essere “non ne ho i mezzi, non posso andare a piedi in Libia oppure in Marocco” (anche se li ha come lo dimostri, di sicuro un’attività criminale non paga con bonifico bancario), bisognerebbe mettere su un aeroplano e spedire a spese nostre (non possiamo permettercelo) migliaia di persone.

Ammesso anche che si riesca a trovare i soldi per spedirli indietro, non è detto che il Paese ricevente li accetti, se sono senza documenti non è sicuro che siano cittadini di quel paese.

Seconda cosa, il destinatario ci chiederebbe i soldi per il mantenimento in carcere del detenuto visto che, a meno che non ci siano accordi bilaterali (cene sono pochissimi), tocca a noi mantenerlo.

Insomma il messaggio che passa è che da noi puoi venire e stuprare, ammazzare, rubare tanto al massimo ti mandiamo via!

Tra un provvedimento e l’altro parliamo di qualche migliaio di persone che non risolve il problema del sovraffollamento.

La mia soluzione è quella di rendere la giustizia realmente funzionante e uguale per tutti, chi sbaglia paga il prezzo dovuto che sia straniero o Italiano, che sia un Politico o un cittadino comune, infine costruire nuove carceri dove mettere i detenuti rispettandone i diritti.

I “magheggi” servono solo a confondere le idee alle persone.

Segnalazione: Martedi 23 settembre 2008 il Meetup " Amici di Beppe Grillo di Milano-Ovest sarà al Consiglio comunale di Rho in Piazza Visconti n°23

Sarica qui "La Pillola Rossa"n°30




permalink | inviato da SimoneS il 20/9/2008 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 settembre 2008

Giornalisti o giornalai?......

 

La storia che voglio raccontare oggi risale al 14 maggio di quest’anno, su Repubblica appare un articolo a firma di Giuseppe D’Avanzo.

La miccia che fa accendere D’Avanzo sono le affermazioni fatte da Travaglio a “Che tempo che fa” sulle frequentazioni mafiose del Presidente del Senato Schifani (che non sto a ripetere).

Il titolo dell’articolo, “Non sempre i fatti sono la realtà”, è decisamente curioso ma il concetto che vuole esprimere lo è di più, cerca di paragonare il rapporto tra Schifani e il Boss Mafioso Mandalà (socio in affari) e le vacanze di Travaglio trascorse in posti segnalati dal M.llo Ciuro.

D’avanzo scrive che l’avvocato di Michele Aiello (condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso) afferma che il suo assistito avrebbe pagato l’albergo a Travaglio su richiesta del Maresciallo Ciuro, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d'ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provengano.

Le vacanze in questione sembrano essere quelle del 2002, trascorse in un Hotel di Trabia, al momento di pagare il conto Travaglio scopre che l’ammontare è il doppio del pattuito: paga comunque e chiede spiegazioni a Ciuro il quale dice che c’è stato un equivoco e che sistemeranno le cose (mai accaduto).

L’anno dopo invece, Marco e la sua famiglia affittano un bungalow in un residence (sempre consigliati da Ciuro dove anch’egli alloggia) e scoprono che gli inquilini precedenti hanno saccheggiato tutto e quindi i vicini, compresi i Ciuro, gli prestano un pò di cose (da qui la telefonata in cui parla di cuscini con il Maresciallo).

Travaglio il giorno dopo risponde a D’Avanzo affermando che nessuno gli ha mai pagato le vacanze e che non ha mai conosciuto Aiello, il Maresciallo Ciuro lo ha conosciuto a Palermo quando lavorava nella Polizia Giudiziaria Antimafia (collaborando con Falcone) ma tra loro non c’è nessun rapporto.

Veniamo ai giorni nostri, per confermare le sue affermazioni Travaglio pubblica sul suo Blog (www.voglioscendere.it), dopo averli ricercati accuratamente, la fotocopia dell’assegno e l’estratto conto della carta di credito con cui ha pagato l’albergo (visto che era il doppio del pattuito ha pagato metà con assegno e l’altra metà con carta di credito), tutto finito?.......

Neanche per sogno, il vicedirettore di Repubblica (D’Avanzo) si vede smontare una ad una le balle scritte il 14 maggio, allora cosa fa: appena apprende che sono stati pubblicati l’assegno e l’estratto Conto (11 settembre 2008) cambia le carte in tavola e dice che le ferie a cui si riferisce lui sono quelle del 2003 (quelle dei cuscini) costringendo Travaglio a pubblicare anche quelle (cosa che farà appena la banca li farà avere intanto rende noto il numero dell’assegno con cui ha pagato di tasca sua) ma la cosa più sconcertante è che cerca di ribaltare il senso della storia: “Avere incrociato un mafioso - meglio un tipo che soltanto dopo è stato indagato e condannato per mafia - vuol dire davvero essere, sempre e in ogni caso, necessariamente, complice della mafia?
Molto mi è stato (e mi è ancora) rimproverato il ricordo della vacanza sconsiderata di Travaglio. Le carinerie che mi sono state riservate oscillavano e oscillano tra il "maiale" e il "venduto". In realtà, ho voluto soltanto applicare (Travaglio sembra non comprendere le mie obiezioni) il cosiddetto principio tu quoque: atti uguali vanno valutati a uguali parametri. Chiedo: aver trascorso una vacanza con un tipo che poi si è rivelato un criminale, e dunque in piena innocenza e senza alcuna consapevolezza, vuol dire davvero essere per riflesso un criminale?”

Sig. D’Avanzo ma davvero ci fa?......... secondo lei essere socio in affari (parliamo del Presidente del Senato), ripeto socio in affari, con un mafioso (anche se viene scoperto ad anni di distanza è mafioso da prima) ed essere stato consulente all’urbanistica di un Comune poi sciolto per infiltrazioni mafiose (secondo il pentito e presidente del consiglio comunale Campanella, il piano urbanistico del comune fu concordato a tavolino da Schifani La Loggia e Mandalà) può essere paragonato alla storiella delle vacanze di un comune cittadino (pagate regolarmente), in posti consigliati (e quindi senza interessi personali in gioco) dal M.llo Ciuro.

Le migliaia di persone che leggono Repubblica hanno il diritto di non vedere offesa la propria intelligenza dalle falsità che scrive nei suoi articoli.

Lei si sente rappresentato da questo presidente del Senato?




permalink | inviato da SimoneS il 12/9/2008 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 settembre 2008

Clementina, trasferita, aveva ragione!

  
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Durante le indagini sulle scalate bancarie del 2005, dove a Ricucci e Consorte viene contestato il delitto di aggiotaggio, Clementina Forleo si imbatte nelle voci (intercettate indirettamente perché in Italia per intercettare un politico è necessaria l’autorizzazione del Parlamento) di tre parlamentari di Forza Italia ( Cicu, Comincioli e Grillo) e tre dei DS ( Fassino D’Alema e Latorre).

Le telefonate oggetto di attenzione della magistratura sono 60, nel caso di Fassino Cicu e Comincioli servono solo a rafforzare le accuse ai “furbetti del quartierino” (nessun tipo di reato ipotizzato ai parlamentari).

Per D’Alema e Latorre la situazione è un pò diversa, il GIP (giudice per le indagini preliminari) Forleo ritiene che potrebbero essere “consapevoli complici del disegno criminoso” (l’aggiotaggio contestato a Ricucci e Consorte).

In entrambi i casi, per formulare l’accusa è necessaria l’autorizzazione del parlamento:

Se per D’Alema e Latorre c’e una vera ipotesi di reato, nel caso di Fassino, Cicu e Comincioli, la sola presenza delle loro voci, rende inutilizzabili le intercettazioni anche nei confronti di non parlamentari senza autorizzazione.( Legge Boato).

Il 20 luglio 2007 il GIP (Forleo) chiede al parlamento l’autorizzazione ad utilizzare le telefonate nei confronti di Ricucci Consorte e dei due parlamentari, Grillo è già indagato, su di lui ci sono altri elementi oltre le telefonate.

A questo punto scatta l’aggressione dei potenti, le accuse alla Forleo sono durissime:

Abusa del suo potere, accusa due politici non ancora indagati scavalcando la procura”; nonostante il PM Greco si schieri dalla sua parte “ Non si possono indagare due politici in base a telefonante non ancora autorizzate”(un gatto che si morde la coda), gli attacchi culminano al CSM con un procedimento disciplinare e una procedura di trasferimento.

Abbandonata da tutti e costretta a difendersi da sola, Clementina (oso chiamarla per nome) ottiene un grande risultato: vene assolta dal procedimento disciplinare (tutte le accuse urlate dalla “casta” erano false) viene accolta invece la richiesta di trasferimento (a gentile richiesta) tant’è che in questi giorni sta traslocando a Cremona.

E della sua inchiesta cosa ne hanno fatto?

Camera e Senato autorizzano l’utilizzo delle telefonate dei non “sospettati” (Fassino e Cicu) e salvano D’Alema e Latorre.

Per D’Alema, con la scusa che nel 2005 era parlamentare europeo, dichiarano che la richiesta va fatta a Bruxelles (è li in attesa), per Latorre invece, impiegano 10 mesi per rispedire la richiesta ai giudici di Milano senza decidere.

E’ di questi giorni (fine luglio 2008) la notizia che la Procura di Milano ha ottenuto dal GIP (Gamacchio, Clementina assente per malattia) una nuova possibilità di chiedere al Senato l’autorizzazione ad usare le telefonate di Latorre, Ricucci e Consorte “al fine di valutare la posizione del senatore Latorre” in quanto sono l’unica fonte di prove per un eventuale “innesco di una investigazione”, nel frattempo la consulta ha disintegrato la legge Boato dichiarandola incostituzionale, si può quindi indagare su Ricucci e Consorte.

Tutto questo è accaduto senza che nessuno chiedesse scusa alla Forleo per le accuse (tutte false) che le sono state rivolte.

Il Senatore Latorre potrebbe dare il buon esempio chiedendo al parlamento di autorizzare l’uso delle telefonate (se è innocente non deve preoccuparsi di nulla).

Clementina sta raccogliendo baracche e burattini per trasferirsi a Cremona consapevole di aver avuto ragione su tutta la linea.

Intanto l’inchiesta continua……….

Scarica " La pillola rossa" n° 28

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