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28 luglio 2009

Edizione straordinaria

La lega nord vuole il test di dialetto per professori.




Non c'è limite all'idiozia.

La lega Nord chiede, in commissione cultura, che gli insegnanti superino un test che dimostri la conoscenza della cultura e del dilaletto della regione in cui vogliono insegnare.

Per fortuna il presidente della commissione (Valentina Aprea Pdl) ha detto no bloccando, per ora la riforma della scuola.

La lega nord è un partito anomalo, territoriale ; deve il suo successo all'ignoranza culturale e politica dei proprio elettori.

L'unica cosa che possiamo fare per evitare che questi quattro pregiudicati continuino a terene in mano il Paese, è informare più gente possibile su quello che in realtà sono.


28 luglio 2009

Caso Sme Ariosto, De Benedetti chiede i danni



Ci siamo, a breve è attesa la decisione sulla “guerra di Segrate”, ovvero sulla richiesta di De Benedetti, di essere risarcito dei danni provocati dalle sentenze comprate da Berlusconi per i casi sme-Ariosto Mondadori e Imi-Sir (un miliardo di Euro).

Questa storia è un po’ lunga dovremo, quindi, dividerla in più puntate; oggi parliamo del primo dei tre casi Sme-Ariosto.

Siamo nel 1985 e la Sme ( la Buitoni di Carlo De Benedetti) ha un pre-contratto stipulato per l’acquisto dell’IRI, un azienda alimentare pubblica, per 500 milioni di lire.

Craxi, che considera De Benedetti suo nemico, decide di boicottare l’acquisto della Sme e incarica Berlusconi di organizzare una cordata alternativa.

Berlusconi, che ha appena ricevuto in regalo da Craxi il decreto salva TV, accetta e si accorda con Pietro Barilla e Michele Ferrero.

Ma i due non sono convinti e, per presentare un offerta alternativa in tempo ( il 28 giugno), il 25 giugno il Cavaliere fa offrire, da un prestanome amico di Previti (Italo Scalera), 550 milioni di lire.

Il rilancio da il tempo a Berlusconi di convincere Barilla e Ferrero a costituire la IAR e ad offrire 605 milioni (il 10% in più di se stesso), cosi in cinque giorni Berlusconi fa due offerte appena superiori a quella di De Benedetti per l’acquisto dell’IRI.

A questo punto De Benedetti chiede il sequestro giudiziario delle azioni, convinto che i giudici dichiarino valido il suo pre-contratto.

Il 25 giugno, invece, il Tribunale di Roma (collegio presieduto dal giudice Carlo Guglielmo Guizzo), respinge la sua richiesta, il 17 gennaio dell’1986 l’IRI si rimangia il documento a favore di Buitoni e dichiara valida l’offerta della IAR.

Il colpo definitivo arriva da un’altra sezione del tribunale di Roma (Presidente e relatore Filippo verde giudici a latere Paolo Zucchini e Secondo Carmenini), che dichiara nulla l’operazione in quanto il protocollo Prodi-De Benedetti “non segnava il perfezionamento di un contratto” (sentenza depositata il 19 luglio) missione compiuta, sembra.

Nel 1995, Stefania Ariosto, ex compagna di Vittorio Dotti avvocato della Finivest e capogruppo di Forza Italia alla Camera, racconta di alcune mazzette pagate con soldi Fininvest da Previti al capo dei GIP del Tribunale di Roma, Renato Squillante.

Partono le indagini e saltano fuori situazioni curiose.

Attilio Pacifico (avvocato di Berlusconi) guadagna 58 milioni di Lire con un operazione in borsa decisamente anomala, prima del 19 luglio (giorno del deposito della sentenza Sme-Iar) ordina al suo agente di Borsa (Giorgio Aloisio De Gaspari) di speculare sulle azioni Sme.

Azione in contro tendenza rispetto al mercato che poteva essere attuata solo se si sapeva già quale sarebbe stata la sentenza.

Pio c’è il duro lavoro del Pool di Milano che, con un lavoro durissimo, riesce a ricostruire una serie di movimenti di denaro riconducibili a Berlusconi che, attraverso i suoi avvocati, finiscono nelle tasche di Renato Squillante (capo dei GIP di Roma), Filippo Verde (Giudice che scrive la sentenza Sme-Iar) e Vittorio Metta (giudice che avrà a che fare con il processo Mondadori che vedremo un una delle prossime puntate).

Questa in sintesi la storia del Processo Sme-Ariosto, Previti corrompeva con i soldi di Berlusconi, i Giudici di Roma perché aggiustassero le sentenze di interesse del Capo.

La storia continua….


27 luglio 2009

Una vita da reclusi



Oggi sfatiamo una credenza popolare.

Quando acquistiamo carne di Vitello per i nostri figli, convinti che sia di qualità superiore, commettiamo un errore gigantesco.

Questo tipo di carne in realtà non ha nessun vantaggio nutrizionale anzi, presenta carenza di ferro.

Per ottere carne bianca (anemica) è necessaria la totale immobilità e l’alimentazione carente di ferro, quello che voglio analizzare oggi sono i metodi di allevamento.

Rinchiusi all’interno di Box (per circa sei mesi dopodiché vengono macellati) di 60 cm larghezza e 160 di lunghezza e legati ad una corda di 30 cm, questi poveri animali, non possono muoversi se non per sedersi o rialzarsi.

La totale impossibilità di provvedere a se stessi (toelettarsi), provoca un profondo malessere nell’animale che sfocia in comportamenti non naturali (leccare ripetutamente il pelo, estrema facilità a reagire scalciando a qualsiasi elemento estraneo, movimenti ripetuti e ossessivi non finalizzati ad uno scopo preciso, ecc).

Vengono alimentati con latte liofilizzato oppure con un prodotto chiamato “latte non latte”, costituito da elementi che non hanno nulla a che fare con il latte, mentre potrebbero tranquillamente mangiare erba dopo 15-20 gg dalla nascita.

Per evitare che, leccando le pareti, gli animali possano sopperire in parte alla mancanza di ferro e quindi colorare di rosso la carne, i box in cui sono richiusi vengono costruiti in materiale plastico.

Chiaramente stress a cui gli animali sono sottoposti (impossibilità di soddisfare i propri bisogni fisiologici e la quasi totale immobilità) potrebbe sfociare in patologie vere e proprie, negli allevamenti intensivi, per evitare questa cosa viene fatto un uso massiccio di farmaci.

In più, il regime di clausura a cui sono sottoposti provoca inappetenza così, per ottenere artificialmente l’aumento di peso vengono somministrati ormoni promotori della crescita le cui tracce posso rimanere nella carne ed arrivare fin al consumatore.

Tutte queste barbarie servono a produrre carne pallida, senza nessun valore aggiunto rispetto alla carne ottenuta con allevamenti tradizionali, che rappresenta il 18% del consumo di carne bovina nazionale.

Premetto che non sono vegetariano e la carne mi piace moltissimo, non condivido però questa mancanza di rispetto nei confronti dei coinquilini del nostro pianeta.

Sono convito che se non torniamo ad allevamenti naturali che rispettino le abitudini degli animali, prima o poi ci toccherà pagare il conto.

26 luglio 2009

Scudo fiscale, una lavatrice di soldi sporchi



Mai Più condoni disse Tremonti, poi vara lo scudo Fiscale

I condoni sono una cosa del passato, di chi sono queste parole?

Ma di Tremonti naturalmente, le ha pronunciate il 13 marzo 2008 per poi smentirle con l'emendamento, proposto in questi giorni alla Camera, in cui c'è lo scudo fiscale.

Il governo ha annunciato che porrà il voto di fiducia per approvare entro la settimana il decreto anticrisi compreso lo scudo fiscale.

Cosa propone l'emendamento?

Art. 13-bis.

1. È istituita una imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali:
a) detenute fuori del territorio dello Stato senza l'osservanza delle disposizioni del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni;
b) a condizione che le stesse siano rimpatriate in Italia da Paesi extra UE, nonché regolarizzate, ovvero rimpatriate, perché in essere in Paesi dell'Unione europea. (leggilo tutto)

Traduciamo, chiunque abbia accumulato soldi all'estero per non pagarci le tasse, potrà farli rientrare pagando una tassa del 5%.

Ad una prima analisi può sembrare una buona cosa ma, approfondendola, ci si rende conto che si da, come già avvenuto anni fa, la possibilità di lavare soldi sporchi con l'aiuto dello stato.

...Il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell'imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale.

Ovvero, il pagamento del 5% garantisce all'evasore/trafficante che lo stato non potrà in nessun modo rivalersi nei suoi confronti per il modo con cui ha accumulato quel denaro.

Facciamo un esempio, tizio accumula per anni denaro all'estero con il traffico di armi e droga ora, con lo scudo fiscale, paga un piccolo Pizzo (5%) allo stato e trasforma denaro sporco in denaro utilizzabile senza problemi (se non è un condono questo).

Senza considerare che molti di quelli che hanno soldi all'estero potrebbero decidere di non denunciarli in attesa di condoni con una tassa più bassa; dopotutto da noi se ne fa uno all'anno.

Alcuni potrebbero obbiettare che non tutti quelli che si avvarranno dello scudo fiscale sono trafficati, molti potrebbero essere semplici evasori fiscali.

In realtà un alternativa molto più selettiva esiste, il Blog di Travaglio/Gomez/Corrias ne parla da tempo, si chiama tassa patrimoniale.

Basterebbe istituire una tassa del 3 per mille sui patrimoni che superano i 5 milioni euro di reddito.

Questa soluzione garantirebbe un introito di circa 10 milioni euro contro i 3 e mezzo dello scudo fiscale e soprattutto non è una lavatrice di denaro sporco, allora perchè il governo non va da questa parte?

Forse perchè colpirebbe i sostenitori dell'attuale maggioranza?

Lascio ai lettori le valutazioni.


PS. nel maxi emendamento al decreto anticrisi è compresa la sanatoria per le badanti (Art. 1bis)

Segnalazioni:

Ecco come i giornali stranieri vedono lo scudo fiscale


24 luglio 2009

Menzogne di Stato.

 

Torno a parlare dei “festini” di Palazzo Grazioli, L’Espresso ha pubblicato la terza puntata delle registrazioni audio degli incontri tra Patrizia D’Addario e Berlusconi.

Non voglio ripetere il motivo per cui considero questa vicenda politicamente molto importante ( mi limito a ricordare che Patrizia D’Addario era candidata per il PDL al comune di Bari nella lista del Min. Fitto), Questa volta l’obbiettivo è quello di vedere cosa c’è di vero e cosa c’è di falso in tutto quello che è stato scritto sui Giornali e detto in TV.

Quando gli audio delle conversazioni non erano ancora di dominio pubblico, il Presidente del Consiglio dichiarava:”Non ho alcun ricordo di questa donna, ne ignoravo il nome e non avevo in mente il viso … Non ho mai pagato una donna, naturalmente, non ho mai capito che soddisfazione ci sia, se non c’è il piacere della conquista” e ancora:” Qualcuno ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D’Addario… un progetto eversivo”.

L’azione Bugiardo/democratica di Berlusconi è accompagnata dal sodalizio dei suoi tirapiedi: ”Patrizia D’Addario Non è mai andata a casa del premier…. Non esistono registrazioni della D’Addario, a meno che qualcuno se le inventi”, queste sono le dichiarazioni di Niccolò Ghedini con in testa il cappello da difensore del premier,  quello da senatore del PDL l’ha temporaneamente messo in un cassetto pronto ad indossarlo appena serve.

“Il presidente non sapeva che io rimborsassi le ragazze… Non sapevo che fosse una escort altrimenti non l’avrei frequentata né tanto meno l’avrei portata a cena dal presidente”, queste sono parole di Giampaolo Tarantini.

Tutte queste menzogne, sparate a pioggia dai Media, vengono puntualmente sbugiardate dalle registrazioni audio degli incontri; l’unica ad aver detto la verità è Patrizia D’Addario.

Nonostante ciò, sul Giornale di famiglia, l’On. Ghedini (con il cappello da avvocato difensore di Berlusconi), insiste nell’affermare che le registrazioni sono false (“materiale del tutto inverosimile e frutto di invenzione”), ma soprattutto sostiene che chi le pubblica viola il segreto investigativo.

Il segreto investigativo?

Dov’è il segreto investigativo se le registrazioni non sono opera della procura o della polizia giudiziaria, ma sono state effettuate dalla D’Addario?

Quale legge impedisce alla D’Addario di consegnare ai giornalisti (prima che fossero segregate) una copia delle registrazioni per dimostrare che ciò che dice corrisponde a verità?

A traino di tutto questo ciarpame ecco Napolitano che consiglia calma e dialogo, con questa gente ci dialoga lui.

L’unica cosa che Berlusconi e i suoi scagnozzi meritano è essere sbugiardati pubblicamente su ogni singola affermazione.


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permalink | inviato da SimoneS il 24/7/2009 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

23 luglio 2009

Vietato disturbare il manovratore.



Quali sono i poteri che la costituzione assegna al Presidente della Repubblica?

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. 

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.


Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o

anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che

essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.


Possiamo leggerlo quante volte vogliamo ma non troveremo scritto da nessuna parte che il Presidente della repubblica può mandare messaggi al Governo.

Allora a cosa si riferisce il presidente Napolitano quando dice: ”Chi mi critica non conosce la Costituzione”.

Vietato disturbare il manovratore, questa sembra essere la parola d'ordine, chiunque esterni un giudizio critico nei confronti delle istituzioni è etichettato come sovversivo e antidemocratico.

Eppure qualche piccola stranezza nel comportamento del nostro Presidente c'è.

Nella costituzione non c'è nessun accenno al fatto che il Presidente possa chiedere gli atti di un indagine della Magistratura eppure, nel dicembre del 2008, lo fece con i magistrati di Salerno che indagavano nei confronti del loro colleghi di Catanzaro (legittimamente).

Poi c'è il Lodo Alfano, quella legge che il Governo si è affannato ad approvare per evitare che Berlusconi fosse coinvolto nel processo Mills.

Bene, quando la legge è arrivata sul tavolo del Presidente della Repubblica, ne è uscita (firmata) cosi velocemente da far pensare che nemmeno l'abbia letta, eppure è palese che viola l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sancita dall'art. 3 della costituzione.

Se la Corte costituzionale dovesse, dopo la pausa estiva, bocciare il Lodo Alfano, la credibilità di Napolitano ne uscirebbe irrimediabilmente ridimensionata.

Che dire poi del Decreto sicurezza, firmato ma accompagnato da una lettere che esprime un giudizio decisamente negativo, se proprio non gli piaceva poteva non firmarla; quello si è tra i suoi poteri.

Il prossimo provvedimento ad arrivare sul suo tavolo sarà la legge-bavaglio delle intercettazioni, nella costituzione non c'è scritto che il presidente può esternare in anticipo il suo giudizio su un provvedimento dell'esecutivo, facendo capire che se non verrà cambiato non lo firmerà; eppure lui lo ha fatto.

E di fronte a tutte queste “stranezze” noi dovremmo far finta di nulla, ma soprattutto sentirci dire che non conosciamo la costituzione?

In uno stato democratico nessuno deve aver paura, anche se si tratta di criticare le più alte cariche dello stato, e un presidente che si comporta in questo modo non può essere che criticato.

E' notizia di oggi che sia D'Alema che Franceschini hanno “bacchettato” Di Pietro perche si è permesso di dire che non condivide il comportamento di Napolitano.

Tonino forse non lo sa ma la parola d'ordine è :” non disturbare il manovratore” altrimenti c'è il rischio che qualcuno si accorga che invece di fare il nostro interesse, questi Governanti, stanno facendo il loro.


Segnalazioni

Puttanopoli terza puntata, terzo blocco di registrazioni pubblicate da L'Espresso

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