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28 settembre 2009

Vietato contestare Berlusconi





Sta accadendo, così in fretta non me lo sarei mai aspettato ma sta accadendo davvero!!!

Ricordate Piero Ricca, quel ragazzo che urlò a Berlusconi “Buffone fatti processare” quando era in pieno svolgimento il processo Mondadori in cui fu prescritto per corruzione?

Bene, molti ragazzi, dopo quel giorno si stanno svegliando e stanno seguendo l’esempio.

Riporto dal Blog di Piero Ricca il racconto di Davide, un ragazzo a cui ieri è stato  impedito, con mezzi non troppo ortodossi,  di rivolgere qualche domanda al Presidente del Consiglio che si stava apprestando a fare il suo Show alla Festa della libertà al Pala Lido di Milano.

Caro Piero,

mi chiamo Davide, ho 23 anni, ti scrivo per raccontarvi un fatto del tutto irreale che ieri mi ha avuto come protagonista davanti all’entrata secondaria del Lido di Milano.
Come ben noto, era il giorno del comizio del presidente Berlusconi. Cosi, prendo il mio scooter e vado fuori dal lido per cercare di chiedere un paio di cose al Premier.
Arrivato a destinazione, parcheggio il mezzo in P.le Stuparich e mi siedo sul marciapiede un poco decentrato dall’altra parte dell’entrata, di fianco a due camionette dei carabinieri parcheggiate. Dopo quattro secondi netti arriva il primo carabiniere dicendomi in tono sostenuto che dovevo andare via di li. Ci tengo a precisare che la mia persona si presentava cosi: scarpa da tennis bianca, jeans, maglia nera,felpa a righe, borsa a tracolla con all interno altre due felpe, un libro, un quotidiano, un deodorante. Ero disarmato, senza droghe e null’altro in mio possesso, una personcina a modo, innocua, seduta sul ciglio di una strada di Milano.
Tornando alla descrizione dei fatti, dopo ripetute richieste da parte dell’agente di togliermi di mezzo e altrettanti no in risposta, si presenta un signore ingiaccato e incravattato sulla cinquantina, che con fare paterno mi consiglia di allontanarmi aggiungendo che quelli come me li conosce bene. Alla mia richiesta di spiegazioni, visto che non stavo facendo nulla di male ed ero solo, risponde che non può dirmelo: “segreto di stato!”- gli rispondo con un sorriso a 60 denti. Lui rincara la dose dicendomi anche che in quella strada al momento c’era divieto di sosta e fermata! Al che mi è venuto spontaneo alzarmi e chiedere quale somiglianza trovava tra me e, chessò, un’auto, un motorino, un pullman… I toni cominciano a farsi piu accesi, mi prendono per un braccio e portano davanti al palalido, li mi viene chiesto il documento che senza problema gli consegno, al che il simpatico ometto se ne va in mezzo ad un altro gruppetto di carabinieri e comincia a parlare alla radio, ne avrà per 30 minuti! Nel frattempo continuo a cercare di avere qualche spiegazione sul perché un libero cittadino solo, incensurato, disarmato non possa stare davanti all’entrata di un palazzetto ad aspettare il proprio Presidente del Consiglio, ma nulla: i tutori dell’ordine restano impassibili. Dopo aver chiacchierato al telefono con chissà chi, torna l’ometto incravattato e con lui altri cinque colleghi, che sembrano i Blues Brothers. L’uomo incravattato, indicandomi, chiede ai colleghi se mi conoscevano, loro chiaramente rispondono: “no, mai visto!”; l’incravattato ribatte con un imperativo da film d’azione: “da oggi lo conoscete!”, suscitando in me una fragorosa risata di incredulità! Occhio, lui è quel ragazzo pericoloso che siede sui marciapiedi di Milano, attenzione!
Dopo il simpatico siparietto con i simil Blues Brothers, il nostro eroe decide di tornare al telefono sempre col mio documento in mano, io stufo e parecchio innervosito ormai per la paradossale situazione in cui mi trovavo, decido di estrarre dai pantaloni il cellulare e fare un paio di foto all’agente col mio documento in mano, ma appena il collega mi vede puntare il telefono in direzione dell’ometto, decide di storcermi il polso giustificandosi con un: “cosa stai facendo? di foto non se ne possono fare!”; comincio a chiedere ai carabinieri presenti se si rendono conto che sono parte integrante di un regime, anzi che lo stanno facendo fiorire, esercitando la repressione verso semplici cittadini. Nessuno fiata, tutti in silenzio, io continuo.
Dopo poco torna l’agente col documento e mi invita a prendere lo scooter e andare via subito, io ormai in loop chiedo perchè una persona libera che non sta facendo nulla di male non può stare nemmeno a 300 metri dalla porta da dove poco dopo sarebbe arrivato il Premier. Nessuna risposta. Caro Piero, il mio non è il primo né l’ultimo fatto del genere, però mi sento di raccontarlo a te, per dare a chi legge un motivo in più per riflettere se un sistema politico che non tollera la presenza fisica di un potenziale e pacifico dissidente sia la democrazia che avevano in mente coloro che
scrissero la Costituzione, la stessa su cui poliziotti e questori, se non mi sbaglio, dovrebbero aver giurato.

 

Saluti, Davide

 

Se non è regime questo!!!!

 


25 settembre 2009

Guerra Tra procure, finisce con un archiviazione il procedimento penale nei confronti dei giudici salernitani

 






Ricordate la famosa guerra tra procure?

Quella culminata con i provvedimento del CSM, confermato dalla cassazione, che ha trasferito i PM Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi De Magistris e addirittura sospeso senza stipendio del Dr. Apicella, causando il blocco delle indagini della procura di Salerno.

Bene il GIP di Perugia ha archiviato il procedimento penale scaturito a seguito di quei provvedimenti, archiviato significa che non c'è nulla di penalmente rilevante.
(qui si può leggere il provvedimento di archiviazione integrale)

Veniamo alle motivazioni:

Non è vero che le perquisizioni sono state effettuate in maniera lesiva e/o offensiva nei confronti della dignità dei perquisiti (ricordate in TV l'indignazione perchè un magistrato aveva subito una perquisizione corporale perchè cercavano una pen-drive che probabilmente aveva addosso) in realtà, scrive il GIP «è stato compiuto ogni sforzo per rendere meno traumatico possibile lo svolgimento dell’incombente in un contesto di comprensibile disagio».

Non è vero che i magistrati Calabresi avevano offerto le copie degli atti che i colleghi Salernitani chiedevano da mesi, è vero l'esatto contrario e quindi il sequestro era doveroso e legittimo.

In fine non è vero che il sequestro degli atti era, come sostenuto dal CSM e dalla cassazione, Preventivo ma probatorio, ovvero servivano ai magistrati Salernitani come prova.

Insomma l'epilogo di questa vicenda dimostra una volta di più come nel nostro Paese il potere cerca in tutti i modi di proteggere se stesso.


Segnalazioni:
Signor Presidente,
 
il Senato ha approvato l’emendamento Fleres alla legge che ha istituito lo scudo fiscale. Se anche la Camera lo approvasse, Lei resterebbe l’ultima difesa.

Firma anche tu l'appello di Bruno Tinti al capo dello stato


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permalink | inviato da SimoneS il 25/9/2009 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 settembre 2009

Berlusconi contestato a New York

 



Il virus benfico della libera informazione si espande senza pietà per nessuno, il nostro presidente del Consiglio ormai ha gli stessi problemi di Sgarbi, ovunque va trova qualcuno che lo contesta.

A New York, dove è andato in visita ufficiale alle Nazioni Unite,  Berlusconi incontra un gruppo di “Farabutti” e “ Comunisti” che lo incalzano, guardate il video.
La rete è l'ultima frontiera della libertà d'informazione


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23 settembre 2009

Rischio incostituzionalità per il reato d’immigrazione clandestina.


Ieri mattina, il Vice procuratore onorario di Torino, Paola Bellone, ha formulato l’eccezione di incostituzionalità sulla norma approvata dal centrodestra il 15 luglio; quella che prevede il reato di clandestinità ( sta al Giudice di pace decidere se inoltrala alla consulta il 6 ottobre).

Secondo la Procura torinese la norma è in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione che prevede l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge indipendentemente dalla condizione personale e sociale, l’articolo 25 che sancisce il dovere della repubblica alla solidarietà Politica economica e  sociale e infine con l’Art. 25 che stabilisce la punibilità di un soggetto solo per condotte materiali volontarie e non, come per il reato di clandestinità, a seguito di una condizione sociale.

Questi sono i motivi tecnici che hanno spinto i giudici Torinesi a chiedere il parere della Corte Costituzionale.

A convincere i magistrati ci sono anche situazioni paradossali che queste legge crea, facciamo un esempio:

Una persona viene sanzionata in quanto priva di permesso di soggiorno ( multa da 5.000 a 10.000€ ) e denunciata penalmente per immigrazione clandestina , è evidente che la norma è finalizzata ad ottenere la sanzione penale sostitutiva (l’espulsione), è difficile trovare un clandestino con tutti quei soldi, sanzione già prevista dalla vecchia legge Bossi-Fini.

La Bossi-Fini, seguendo le indicazioni della Corte Costituzionale, stabilisce che non è punibile chi, colpito da decreto di espulsione, non abbandona il nostro Paese entro 5 giorni (come previsto dalla norma) se lo fa per validi motivi.

Beh,  il nostro denunciato per “Clandestinità” deve attendere che il Giudice di Pace si pronunci sul suo caso, se l’attesa supera i 5 giorni è sicuramente un valido motivo per non lasciare l’Italia ( visto il numero di denunce la possibilità che si superi il termine non è affatto remota).

Insomma un'altra legge fatta solo per confondere le idee alla gente e che non funziona oltre ad essere a rischio di incostituzionalità.

Attendo di sapere se anche questa norma, come molte altre introdotte da questi personaggi, verrà spazzata via dalla Corte Costituzionale.

22 settembre 2009

Per i lettori de Il Giornale Travaglio and Company vanno repressi con la forza


A breve sarà in Edicola Il Fatto quotidiano, un nuovo giornale diretto da Padellaro che vivrà solo con i soldi dei lettori e non avrà contributi pubblici e che avrà tra le firme Travaglio, Peter Gomez.

La notizia ha messo in fibrillazione un lettore de Il Giornale.

“Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci Tibetani, “La Forza”, queste sono gli auguri che Mario Tallarico (lettore de Il Giornale) fa al Fatto quotidiano, il nuovo giornale che sarà in edicola il 23 settembre.

E ancora: “ E’ possibile che l’avvocato Ghedini non possa trovare un reato plausibile per la chiusura di queste vipere” ( qui potete leggere la lettera integrale).

Il Sig. Tallarico dovrebbe spiegarci quali siano le calunnie che Travaglio and Company seminano, forse dire che Berlusconi è un corruttore e un Piduista è una calunnia?

Se il Sig. Tallarico rappresenta un possibile elettore del PDL, ecco spiegato il metodo repressivo che il Governo sta usando nei confronti della Giustizia e della Costituzione.

Speriamo che questo Signore, quando si sveglierà dal coma mediatico in cui è immerso, si vergognerà di quello che è riuscito a dire.

20 settembre 2009

Arriva l’autunno e arriva anche la separazione delle carriere, un attacco alla democrazia

 


Con l’arrivo dell’autunno è in arrivo un attacco profondo alla nostra democrazia, Berlusconi e i suoi hanno intenzione di fare una riforma costituzionale (perché la costituzione prevede una cosa diversa) introducendo la separazione della carriere tra Giudice e Pubblico ministero.

Di cosa si tratta esattamente?

Attualmente il PM e il Giudice sono entrambi magistrati e si possono intercambiare, il compito del primo e quello di avviare le indagini sulle notizie di reato e rinviare a giudizio ( Portare davanti al  Giudice) solo chi ritiene colpevole, archiviando la posizione di chi invece ritiene innocente (con tanto di spiegazioni).

Il Compito del Giudice, invece è quello di stabilire se l’imputato, rinviato a giudizio dal PM,  è realmente colpevole oppure no (sempre con le dovute spiegazioni), insomma ora come ora il nostro sistema prevede due filtri; il PM e il Giudice.

Con l’introduzione della separazione delle carriere il giudice sarà sempre un giudice e il PM sarà sempre PM.

Veniamo al nocciolo della questione, il PM diverrà, come dice il Premier, l’avvocato della Polizia, ovvero sarà un avvocato che avrà come cliente lo stato e si comporterà come ogni avvocato, difenderà la tesi del suo cliente.

Il problema è che il cliente del PM (Lo stato), almeno in Italia, non è molto affidabile.

Chi mi assicura che se l’imputato è un politico di schieramento opposto al Governo, il PM lo rinvii a giudizio solo se, a seguito delle indagini, è davvero convito della sua colpevolezza.

Se si comportasse da avvocato della Polizia e sostenesse l’accusa davanti al giudice comunque, accusando un innocente?

La carriera del PM dipenderà  esclusivamente dal suo datore di lavoro (lo stato) è chiaro che molti faranno ciò che gli viene detto indipendentemente da quello che realmente credono, alla faccia dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

 

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