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I cavalli di Mangano

 

A gennaio, la Corte di cassazione ha stabilito che il video dell’intervista, rilasciata da Paolo Borsellino il 21 maggio 1992 a dei giornalisti Francesi e poi trasmesso da RAI NEWS 24, è una sintesi dei 50 minuti originari. (Assolvendo Paolo Guzzanti dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa, per gli articoli apparsi su “ Il Giornale” il 29/11 e 30/11 del 2000)

Chi ha montato il filmato in Francia ha tagliato la parte in cui Borsellino conferma la Passione di Mangano (lo stalliere di Arcore) per i cavalli, quelli veri, e non per i Cavalli (inteso come traffico di droga).

L’intercettazione di S. Valentino (inserita nel maxi processo) dove si parla di Cavalli da recapitare in un albergo, viene  attribuita ad una telefonata tra Mangano e Dell’Utri mentre Borsellino, a differenza della versione andata in onda dice “No, questa intercettazione è tra Mangano ed uno della famiglia degli Inzerillo”, coincidono  invece con la versione integrale altri passaggi importati del video dove Borsellino conferma: l’appartenenza a Cosa Nostra di Mangano, che c’erano indagini in corso su Mangano e Dell’Utri e una certa attenzione investiga su Berlusconi.

 

La sentenza è molto chiara, non altrettanto invece, le interpretazioni che certe persone ne fanno, Paolo Guzzanti parlamentare di Forza Italia, considera la sentenza come la conferma dell’inesistenza dei legami tra Cosa Nostra e Dell’Utri Cito testualmente dal suo blog “ANCORA CAVALLI E CONIGLI PARLANTI: IL MIO ARTICOLO SU PANORAMA IN EDICOLA, IL PUTNO E’ E SEGUITA AD ESSERE UNO SOLO: LA CONTRAFFAZIONE HA PERMESSO DI FAR DIRE A TRAVAGLIO CHE BORSELLINO ACCUSAVA BERLUSCONI DI MAFIA. QUESTA PORCATA E’ UN FALSO. E QUEL FALSO HA INFLUITO SULLA “FORMAZIONE DEL LIBERO CONVINCIMENTO” DEI GIUDICI CHE HANNO CONDANNATO IN PRIMO GRADO DELL’UTRI. LA CAMPAGNA PER LA VERITA’ AVANZA E TRAVOLGE IL CIALTRONISMO-LEININISMO”

Premesso che  tutto quello che ha scritto e detto Travaglio è vero, anche qui ci sono sentenze che lo attestano,  la condanna di Dell’Utri a 9 anni in primo grado e l’appartenenza a Cosa Nostra di Mangano sono motivate, in 1771 pagine, da dichiarazioni di collaboratori di giustizia verificate e non da un intervista tagliata.

In Italia, chi si chiede se sia giusto o no che una persona condannata per mafia, anche se in primo grado, faccia un passo indietro e non si candidi alle elezioni, viene additato come sovversivo e giustizialista, mentre i condannati occupano senza problemi i posti di comando. 

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Pubblicato il 24/3/2008 alle 13.38 nella rubrica Diario.

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