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Berlusconi-Mills: il processo fantasma

 

18 luglio 2008, va in scena l’ultimo atto del processo fantasma che vede imputati l’attuale presidente del consiglio e l’avvocato David Mills.

L’ipotesi di reato è corruzione in atti giudiziari, secondo l’accusa Silvio Berlusconi avrebbe dato all’avvocato Mills, tramite il manager Carlo Bernasconi, 600.000 dollari in cambio di testimonianze false o reticenti (senza dire le cose importanti ndr).

Perché processo fantasma?..........

Perchè grazie al lodo (che non è un lodo ndr) Alfano, che verrà votato martedì al Senato, le quattro più alte cariche dello stato saranno immuni dai processi durante il mandato.

L’unico ad avere procedimenti in corso è Berlusconi che vedrà il processo sospeso a data da destinarsi, rendendosi più uguale di noi davanti alla giustizia.

Allo scadere del mandato il processo potrà ricominciare (sempre che Berlusconi non passi al colle), con un altro collegio giudicante che dovrà iniziare tutto da capo.

Vediamo di fare una piccola cronaca dei fatti:

Il 29 dicembre 2005 si ha notizia per la prima volta dell’ipotesi di reato a carico del cavaliere, ai pm De Pasquale e Robledo, terminati gli accertamenti, non resta che interrogare Berlusconi e perquisire Mills.

Berlsuconi risponde all’invito a comparire, spedito dalla procura i primi di dicembre, declinandolo per impegni istituzionali (strategia già utilizzata al processo sme per dilatare i tempi).

Nel gennaio del 2006, accompagnati da Scontlad Yard,  i pm fanno visita a Mills e il 10 marzo rinviano a giudizio Belrusconi e Mills per corruzione in atti giudiziari.

Secondo De Pasquale e Robledo Mills,  ideatore della struttura  di trust e società off shore “Finivest B Group”, in cambio dei 600.000 dollari avrebbe fornito testimonianze false e reticenti sul ruolo del cavaliere nella struttura stessa.

Le testimonianze comprate sarebbero: quella del 20 novenbre 97 quando, nel processo per le tangenti Fininvest alla guardia di finanza, Mills si “ dimenticò” di riferire di una telefonata avuta con Berlusconi dove si parlava della “All Iberian” (società off shore di Berlusconi) e dei 10 miliardi di lire che tramite questa società finirono nelle tasche di Craxi (finanziamento illecito).

La seconda è al processo “all Iberian”, Mills non risponde in riguardo alle società “Century one” e  “Universal One”, società Off Shore create dallo stesso Mills su ordine di Berlusconi.

Queste società ricevono un ingente quantità di vendite di diritti televisivi , si scopre poi che hanno come beneficiari Marina e Piersilvio che vengono coinvolti nell’inchiesta. (Mills  il 18 luglio afferma che venivano usate per fare intermediazione ed ottenere profitti destinati ai figli di Berlusconi)

Il punto di svolta arriva quando il fisco inglese vuol sapere perché  Mills non abbia ma dichiarato i famosi 600.000 dollari, lui perde la testa e scrive al suo commercialista Bob Drennan. 

Nella lettera riassume i rapporti con Berlsuconi e chiede un consiglio su come comportarsi con i soldi, lui è convinto di non dovere nulla al fisco ritenendo quei soldi come un regalo e non un pagamento di prestazioni professionali.

Lo studio di Drennan, che ha un etica professionale, avvisa le autorità le quali trasmettono ai giudici italiani la lettera-bomba.

Il 18 luglio, quando De Pasquale e Robledo gli mostrano la lettera, Mills è un fiume in piena e racconta che non c’è molto da spiegare sul motivo di tanti soldi: “ pur non avendo mai detto il falso ho tentato di proteggerlo nella massima misura possibile e di mantenere una certa riservatezza sulle operazioni che ho compiuto per lui”.

Sembra tutto chiaro i giudici hanno in mano la prova regina e attendono con impazienza la ripresa del processo dopo il periodo estivo invece……….

Qui entra in gioco Tessa Jowell moglie di Mills e, secondo la stampa inglese, il Ministro più blariano del Governo inglese.

Ad un mese esatto dalla confessione di Mills, Blair incontra Berlsuconi in sardegna, lo scandalo potrebbe provocare la fine della carriera politica di Tessa; anche se ufficialmente nessuno sa nulla della confessione di Mills è difficile pensare che lui non ne abbia fatto parola con al moglie.

A questo punto Mills temporeggia circa 4 mesi, avrebbe dovuto inviare i documenti necessari ai pm per ricostruire la provenienza dei 600.00 dollari ma accade l’inaspettato, il 7 novembre 2004 l’avvocato si presenta alla procura di Milano e chiede di non essere interrogato rendendosi disponibile a dichiarazioni fuori verbale, al rifiuto (ovvio) dei pm ritratta tutto.

“non posso che attestare l’assenza di regalie e/o compensidal gruppo Fininvest e/o Berlusconi che non siano quelli puramente professionali da me recepiti. Riaffermo, inoltre, con la massima enfasi, che la mie precedenti testimonianze, salvo gli inevitabili vuoti di memoria, erano sincere e veritiere.”

A buon intenditor poche parole………….

 

Scarica " La Pillola rossa" n°25

 


 

Pubblicato il 20/7/2008 alle 22.23 nella rubrica Diario.

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