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Non è necessaria la solita retori per difendere l'Arma

 



Non Bastava La Russa, alla lista di quelli che non hanno capito nulla dell’articolo di Bocca si aggiunge Mario Cervi de “Il Giornale”:

“Da una vita ho rispetto e affetto per i carabinieri: e ritengo superfluo aggiungere che le accuse - tanto infamanti quanto generiche - da Giorgio Bocca rivolte all’Arma sull’Espresso, mi sono parse intollerabili. Segno d’una veemenza rabbiosa e d’una dietrologia faziosa che, insieme, fanno cattivo giornalismo. “ e ancora “allora? Allora viva i carabinieri, cari agli italiani. E condanna fermissima per chi li oltraggia.”…. “Ho la convinzione che l’Arma si distingua, anche in confronto a qualificati corpi di polizia stranieri, per l’alto standard professionale e morale dei suoi componenti. Così la pensano, in schiacciante maggioranza, gli italiani, e una ragione ci sarà. Anche Bocca dovrebbe farsene una ragione.”

Io non posso credere che Cervi non è in grado di capire quello che legge, ma se davvero avesse letto l’articolo di Bocca si sarebbe accorto che non ha attaccato l’Arma dei Carabinieri, che rimane un punto fermo per tutti gli Italiani.

Bocca ha semplicemente ricordato che la lotta più dura da combattere è quella contro i corpi estranei all’interno delle Istituzioni (Carabinieri compresi).

E’ un Carabiniere quello filmato con in mano l’agenda rossa di Borsellino che poi è scomparsa, sono carabinieri quelli che trattavano con Riina attraverso Ciancimino a cavallo delle stragi del 1992.

Attaccare le mele marce non significa attaccare l’intero corpo, se fossi un carabiniere onesto mi sentirei più offeso dalle parole di Cervi che da quelle di bocca.

Il cattivo giornalismo è fatto proprio da quelli come Cervi che, per spirito corporativo, farneticano pur di seguire la linea del capo.

Pubblicato il 18/8/2009 alle 15.31 nella rubrica Politica.

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